La Sardegna come Laboratorio: il Marghine “invaso” dai Resilienti lancia la sfida per un Nuovo Sviluppo

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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MACOMER. Ricchezze, potenzialità, territorio, progetti, innovazione e visioni di futuro: parole che si prendono per mano e si uniscono dentro un concetto più ampio che ha il sapore di una sfida importante che guarda ad una ri-nascita che parte dal locale per rivolgersi al globale.

Un contagio di idee Pro-Positive che muove i passi verso la creazione di una rete in grado di ripensare, ri-fondandolo, lo sviluppo di un territorio della Sardegna Centrale, quello del Marghine, attraversato da una crisi strutturale che potrebbe apparire come irreversibile: la Resilienza è il filo conduttore, con la sua carica ideale che deve necessariamente farsi pratica, guidando verso una ri-emersione da una condizione percepita troppo spesso come quella del post, di ciò che resta.

E se il “post” è lì a ricordare ciò che è stato, il nuovo può ancora generarsi e può farlo dalle macerie certo, ma anche da un piano di lavoro completamente inedito.

E allora, saranno strade inesplorate e percorsi noti, saperi antichi e concezioni innovative, tradizioni e cultura a fondersi con la sperimentazione nell'interessante miscuglio concettuale che, per il 2° anno consecutivo, si comprime dentro una settimana fitta di incontri ed eventi che prende il nome di “Festival della Resilienza”, ideato dal giovane ed intraprendente gruppo di ragazzi dell'Associazione ProPositivo che, dai più disparati posti del mondo, hanno deciso di impegnarsi in una sfida per il futuro della loro terra.

A loro chiediamo qual è il senso profondo che li ha spinti ad organizzare un festival che porta sul territorio del Marghine il concetto di Resilienza:

Da troppi anni – rispondono - il mondo ed in particolare la Sardegna vengono raccontati dai media e quindi dagli stessi cittadini come in crisi. Tale termine nell'immaginario collettivo ha una valenza negativa, dimenticando che alla sua radice esso significa scelta, decisione.

La crisi quindi rappresenta una fase in cui siamo chiamati a decidere se restare attaccati a modelli socio-economici vetusti o se trasformare il pericolo dell'ignoto in reale occasione di rilancio. Trasformazione di cui la resilienza, intesa come "la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà", è motore principale.

Per dei giovani sardi diventati cittadini "glocali", la Sardegna rappresenta quindi il luogo ideale dove sperimentare e innovare i modelli di vita, di produzione e di sapere. Un luogo dotato di enormi ricchezza e potenzialità, dove è possibile spezzare la narrazione negativa del nostro tempo per lasciare spazio a quelle opportunità che possono fare di questa isola la terra dove rafforzare le nostre radici e la nostra identità."

Sarà così che per una settimana il territorio sarà “invaso” dai Resilienti, pronti a gettare i semi per un nuovo inizio.

Alla base c'è l'incontro, la condivisione, il dialogo, il confronto tra esperienze diverse, traghettati dentro laboratori e tavoli tematici che spaziano dall'Innovazione Imprenditoriale alla Comunicazione Digitale per il Turismo, dal Giornalismo e i Nuovi Media all'Arte nelle sue diverse espressioni.

Un'offerta ricchissima e variegata quella proposta per l'edizione 2016, che non trascura aspetti quali l'Assistenza Socio-Sanitaria, la Cittadinanza Attiva e il Monitoraggio Civico, l'Impresa Sostenibile, le Smart Communities e sperimenta quest'anno l'interessante formula della Residenza per Artisti, che farà del complesso dei Saveriani un grande incubatore territoriale di creatività e socialità.

E ancora, Rigenerazione Territoriale e Comunità Intelligenti, Idee e Buone Pratiche per un appuntamento che ha l'ardire di ragionare per costruire e la spinta gioiosa ed energetica dei giovani che ne sono gli ideatori.

Il Festival aprirà i lavori Sabato 27 Agosto e si concluderà il 3 Settembre: il cuore pulsante sarà Macomer, con l'interessante estensione su Bosa ( e quindi sulla Planargia ) dove si svolgeranno alcuni appuntamenti legati alla sfera artistica e in particolare al Teatro ( la messa in scena degli spettacoli Resilia ed Esodo per esempio) e l'apertura itinerante a Bolotana la mattina del 27, con un percorso che, guidato da Carlo Infante e ideato dal nostro giornale IlMarghine.net in collaborazione con Urban Experience, partirà dal Deserto Industriale della Piana e condurrà al Borgo montano di Badde Salighes con una tappa intermedia alla Chiesa di San Bachisio ( su questo appuntamento, come su tutti gli altri nello specifico, torneremo nei prossimi giorni per il dettaglio ).

L'inaugurazione del Festival invece si svolgerà nella stessa giornata di Sabato a Macomer: alle ore 19 presso il Centro Servizi Culturali di Macomer con lo Spettacolo "Resilia" (Prendashanseaux) prenderà avvio la settimana nel segno della Resilienza.

IlMarghine.net seguirà l'evolversi del Festival e fornirà aggiornamenti quotidiani sugli appuntamenti da seguire.

Per tutte le ulteriori informazioni e i contatti, visitare il sito www.propositivo.eu

 

Giulia Serra

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