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La democrazia che piace in Catalogna ma si nega a Macomer

Se manca il coraggio di un Referendum si anticipino le amministrative.

| di Daniele Nieddu, Segretario Giovani Democratici Macomer-Marghine
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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E' passato appena un mese e mezzo, dal primo ottobre scorso, quando in Catalogna si votava per l'indipendenza dalla Spagna e i rappresentanti del Partito dei Sardi presenziavano nelle piazze di Barcellona festeggiando e portando il loro supporto ai colleghi indipendentisti catalani.

Selfie, video e reportage a difesa dei diritti di espressione e di voto degli amici Catalani non sono mancati, accuse di franchismo e dittatura nei confronti delle istituzioni spagnole ed europee neanche.

Per un mese e mezzo dagli esponenti del Partito dei Sardi non abbiamo sentito altro, o quasi, che grandi discorsi sul diritto referendario e di espressione dei catalani. O quasi, appunto, perché nello stesso periodo si è attivata a Macomer, comune che come ben sappiamo è amministrato appunto dal Partito dei Sardi, una grande discussione sul tema dell'immigrazione e dell'eventuale apertura di un C.p.r. nell'ex carcere di Macomer.

Abbiamo assistitito a grande attività da parte dell'opposizione in consiglio comunale, culminata con l'abbandono dell'aula nella seduta di ieri del Consiglio Comunale, alla nascita del Comitato per il No al CPR a Macomer, che la scorsa domenica ha raccolto più di 250 firme (lo statuto comunale ne richiede 100) per chiedere l'indizione di un Referendum consultivo tra la popolazione macomerese sull'apertura dell'impianto nell'ex carcere.

Ha ben ragione il consigliere regionale Congiu, del PdS, quando parla di dibattito ancora in campo e affatto concluso, da mesi infatti la popolazione macomerese aspetta le risposte di Congiu e colleghi che continuano invece a dribblare il discorso e voler imporre l'apertura del CPR a Macomer consci del fatto che i macomeresi non vogliono questa struttura, specie dopo la presa in giro sull'adesione ai bandi Sprar.

Un tema etico-sociale simile, signori cari del Partito dei Sardi e della maggioranza minoritaria del Comune di Macomer, non può essere deciso nella sede del vostro partito o nella sala della Giunta Comunale, abbiate il coraggio che tanto esaltate di misurarvi con la comunità macomerese e chiedere conto di quanto volete fare e quanto state tentando di fare e accogliete la richiesta della comunità della quale fate parte, che da sinistra a destra vi sta indicando la via maestra della democrazia, fateci scegliere se il CPR va fatto o no, indite il Referendum.

D'altro canto se è vostra intenzione dribblarlo ancora, questo tema, se manca il coraggio di fare esprimere il popolo macomerese su questo tema, sarebbe chiara l'ammissione di sconfitta, e forse sarebbe il caso di misurarsi con la comunità con le dimissioni dell'attuale maggioranza ed elezioni anticipate.

Daniele Nieddu, Segretario Giovani Democratici Macomer-Marghine

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