La Missione di Pace dell'Avvocato Essid: “la Libia nel caos ci riguarda tutti, la Comunità Internazionale non può stare a guardare”

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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MACOMER. La libertà, i diritti, la legalità, le distorsioni del sistema internazionale, il terrorismo, i flussi migratori, il dialogo e tanto altro: è un incontro a tutto tondo quello svoltosi ieri mattina presso il Liceo Galilei di Macomer alla presenza dell'avvocato Abdelaziz Essid, componente del “Quartetto per il Dialogo Tunisino” insignito del Premio Nobel per la Pace 2015 e che ha visto coinvolti i ragazzi delle scuole cittadine.

Una sala gremita di ragazzi e una mattinata densa di contenuti di spessore internazionale.

Dalla Rivoluzione dei Gelsomini del 2011 in Tunisia che ha destituito il Presidente Ben Ali al complesso travaglio per una democrazia pluralista, rispettosa dei diritti ed inclusiva, dalla questione Libica al ruolo dell'Isis e della sua politica del terrore: le parole del Premio Nobel, ascoltate in religioso silenzio da una platea matura ed interessata, hanno toccato le tante questioni che interrogano il nostro mondo di oggi e dalle cui risposte dipenderà quello di domani.

E poi le risorse petrolifere, sempre al centro degli interessi di mercato degli Stati: “qualche Stato Europeo compra il petrolio libico dalle Milizie Armate Libiche. Ne è prova inconfutabile il fatto che nelle scorse settimane sulle coste italiane sia stata sequestrata una grande nave che trasportava il greggio” - ha detto l'avvocato tunisino, chiarendo che questo tipo di affari minano la stabilità della Libia, già alle prese con una situazione politica complicata ed instabile.

E ancora il ruolo della Comunità Internazionale nella lotta contro il terrorismo: “c'è qualcuno – ha detto con forza Abdelaziz Essid – che ha interesse a che l'Isis viva. Se ci fosse stata la vera volontà di combatterlo, l'Isis sarebbe già battuto”.

Immancabile una parentesi sui flussi migratori che stanno mettendo a dura prova l'Italia e l'Europa: “l'Occidente – ha argomentato – si lamenta solo perché sulle sue coste arrivano i barconi di disperati, ma non fa assolutamente nulla per risolvere il caos libico nonostante abbia tante responsabilità. Le Milizie Armate la fanno da padrone e l'assenza di uno Stato Centrale non consente di governare la situazione. Da lì partono i barconi che giungono in Europa”.

Non tace neppure sullo scandalo, balzato all'onore delle cronache delle ultime settimane, delle persone catturate in Libia, ridotte in stato di schiavitù e rivendute come se fossero merce: “è uno scandalo e la Comunità Internazionale non agisce. Non si può pensare che si tratti di una questione che non ci riguarda, perché quella situazione si rifletterà su tutti noi, Tunisini, Sardi o Europei in genere. Bisogna risolvere il caso libico, perché è una ferita aperta nel cuore del Mediterraneo”.

Come risolvere queste profonde criticità? Non certo con la guerra – scandisce forte il Premio Nobel – ci vuole il dialogo, non i bombardamenti. L'America ha una visione diversa, ma noi stiamo lavorando assiduamente per favorire il dialogo come mezzo per la risoluzione delle difficilissima situazione Libica”.

Spazio poi alle domande degli studenti, tutte puntuali ed incisive, che hanno dato luogo ad un vero dialogo tra l'avvocato e la platea: a loro il Premio Nobel Tunisino ha indirizzato un messaggio pieno di speranza: “noi – ha detto – siamo troppo vecchi e abbiamo commesso tanti errori, ma voi giovani siete il futuro, siete la speranza. Non abbiate paura, viaggiate, studiate, approfondite, impegnatevi in politica e soprattutto agite nella società civile”.

A fare da contorno all'incontro, i costumi tradizionali della Sardegna indossati proprio dagli studenti delle scuole superiori di Macomer .

L'intensa mattinata si è conclusa con l'esibizione dell'artista Maria Giovanna Cherchi, che ha intonato l'Ave Maria.

Durante la serata invece, il Premio Nobel Tunisino ha partecipato ad una tavola rotonda sulla Violenza sulle Donne, illustrando la grande modernità che presenta il genere femminile del suo paese e la partecipazione attiva delle donne nelle grandi battaglie della società civile: “le donne tunisine – ha detto l'Avvocato Essid – hanno conquistato il diritto di voto prima di molte donne Europee e la Tunisia già dal 1956 ha abolito la poligamia ( unico paese arabo ad averlo fatto). Oggi stiamo rimuovendo passo passo tutte le vecchie regole che impedivano loro una libertà totale”. 

Giulia Serra

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