#MartinaSiamoTutte : Macomer abbraccia la vittima del brutale pestaggio. La società civile sta con le Donne

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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Macomer. Un freddo pungente quello che ha accolto le centinaia di persone che ieri sera si sono radunate a Macomer per partecipare alla fiaccolata di solidarietà per Martina, la donna che 10 giorni fa è scampata alla morte dopo aver subito un brutale pestaggio dal suo compagno presso la loro abitazione a due passi dal Municipio. Un freddo che non è bastato a smorzare il calore di un abbraccio collettivo che, simbolicamente, ha raggiunto la vittima di questo ennesimo episodio di violenza di genere.

Organizzata dall'associazione Punto Donna in collaborazione con tanti cittadini e cittadine, la fiaccolata ha portato in corteo donne, uomini, bambini, studenti e famiglie: così la società civile ha deciso di alzare la testa, di non voltarsi dall'altra parte, ma di scendere per le strade per manifestare e parteggiare, perché non vi è giustificazione alcuna per nessuna forma di violenza.

Un NO chiaro, senza se e senza ma, alla violenza contro le donne ed un messaggio forte inviato alle tante che, per paura o per vergogna, vivono in silenzio ed in solitudine maltrattamenti, soprusi, violenze psicologiche e limitazioni della propria libertà: «non siete sole, siamo al vostro fianco, chiedete aiuto».

«Si deve combattere, si deve poter far crescere la sensibilità di tutti - dice Valeria Tola, una delle tante donne promotrici della fiaccolata di solidarietà - la vicenda di Martina mi ha toccato personalmente, la sua immagine con il volto tumefatto mi ha portato subito in mente quella di mia cugina, morta per mano di un uomo, suo marito, che le ha fracassato il cranio 16 anni fa».

Se i numeri dei femminicidi sono sconvolgenti e parlano di un fenomeno che non è mera emergenza ma triste quotidianità, occorre unire le forze e mettere in campo tutti gli strumenti possibili per combattere e sconfiggere questa piaga: serve la prevenzione, serve far emergere il sommerso, serve costruire una cultura che smetta di sottovalutare i sintomi e le avvisaglie, serve un piano normativo che tuteli le donne che denunciano, servono gli spazi e le professionalità per proteggerle e sostenerle. Perché la violenza uccide.

Alla manifestazione di ieri a Macomer hanno partecipato tante persone comuni, ma anche tanti rappresentanti delle istituzioni e tanti politici: «non è affatto un male – dice Luisanna Porcu di Onda Rosa – perché sono i politici che fanno i piani antiviolenza e a loro dobbiamo rivolgerci per trovare delle soluzioni. Noi chiediamo alla Regione che i finanziamenti siano certi, senza ritardi: solo così si può davvero incidere sul fenomeno».

A Macomer, grazie al lavoro portato avanti per anni dagli assessorati ai servizi sociali di tutti i comuni dell'Unione del Marghine, lo scorso Dicembre è stato aperto un Centro Antiviolenza: è la Casa delle Donne ed uno spazio, gestito dall'associazione Onda Rosa, che offre tutti i servizi a disposizione di tutte le donne del territorio (non solo del Marghine ovviamente) che ne avessero necessità. Per contattare la Casa basta chiamare il numero 347.5221831, attivo 24 ore su 24.

Sul caso specifico di Macomer, a poche settimane dall'apertura, si sono già registrate 14 chiamate. Un numero che, secondo Luisanna Porcu, basta per dare la dimensione di un fenomeno troppo spesso sommerso che, per essere sconfitto, ha necessità prima di tutto di emergere.

Tra i politici che hanno partecipato alla sfilata c'erano Giuseppe Luigi Cucca, Pietro Pittalis, Bruno Murgia, Claudia Zuncheddu, Michele Piras, Mario Usula, Andrea Soddu, Gianfranco Congiu, Anthony Muroni, diversi esponenti del Movimento 5 Stelle e del Progetto Autodeterminatzione: tutti uniti, per una volta, dietro una stessa univoca bandiera, non partitica ma di civiltà.

«Essere qui stasera è un dovere civico – commenta Pietro Pittalis – il Consiglio Regionale ha fatto un passo in avanti stanziando importanti risorse, ma la politica deve assolutamente fare di più».

«Ciò che manifestiamo oggi è la vicinanza a una donna brutalmente aggredita dal compagno – dice Michele Piras - ciò che abbiamo il dovere di costruire è una battaglia culturale che miri ad estirpare le radici di questo male, attraverso percorsi avanzati di educazione sentimentale e attraverso il sostegno attivo a quel pezzo di società civile che ogni giorno si mobilita per offrire alle donne sostegno e protezione».

Presenti anche tutti gli amministratori e i rappresentanti dei vari Comuni del Marghine e del Nuorese. Al completo la Giunta di Macomer con il Sindaco Succu in fascia tricolore e i rappresentanti delle minoranze in Consiglio.

«Siamo qui tutti insieme, senza differenze, per dire ancora una volta no alla violenza di genere» - commenta la vice sindaca di Silanus Rita Morittu, alla quale fa eco il sindaco Gianpietro Arca che aggiunge: «le donne devono sapere che non sono e non saranno sole: noi siamo al loro fianco».

All'unisono le sindache di Lei e Birori Marcella Chirra e Silvia Cadeddu e la vice sindaca di Macomer Rossana Ledda: «purtroppo il nostro territorio non è indenne da questo orribile piaga. Per questa ragione abbiamo lavorato duramente per riuscire a reperire i fondi per aprire il Centro Antiviolenza di Macomer. Sono queste le azioni, dirette e concrete, che dobbiamo mettere in campo per combattere il fenomeno della violenza sulle donne».

In alto, alcuni scatti dalla fiaccolata.

Giulia Serra

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