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Vertenza Agricoltura. I Bovari di Sardegna: "vogliamo partecipare al Tavolo Verde della Regione"

| di Comitato spontaneo Allevatori Comparto Bovino della Sardegna
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Foto di Andrea Lai

 

Il Comitato spontaneo Allevatori Comparto Bovino della Sardegna continua la sua battaglia per vedere riconosciute le richieste a favore delle aziende del comparto espresse nel recente incontro svoltosi in Regione alla presenza dei capigruppo in Consiglio regionale e degli assessori all'Agricoltura e alla Sanità della Regione Sardegna.

Dopo gli incontri di Sarule, Tramatza, Calangianus e Bolotana che hanno dato il via libera alla costituzione del Comitato e alla raccolta delle rivendicazioni delle aziende, nei giorni scorsi altri due importanti incontri, svoltisi a Desulo e a Santulussurgiu hanno allargato la schiera degli allevatori coinvolti nella nostra vertenza, anch'essi interessati dalla grave crisi provocata dall'annata siccitosa.

Le circa 100 presenze all'incontro di Desulo e le oltre 60 a quello di Santulussurgiu, confermano la preoccupazione delle aziende zootecniche sarde e ribadiscono la necessità che la Regione dia immediata risposta alle richieste del Comitato.

Totale è stata, da parte dei partecipanti, la condivisione delle richieste formalizzate all'assessore regionale all'Agricoltura Pier Luigi Caria e a quello della Sanità Luigi Arru (che riportiamo integralmente per conoscenza a fine Comunicato Stampa) ed è inoltre emersa una chiara e netta esigenza strategica: quella di poter accedere direttamente o attraverso la delega delle proprie associazioni di categoria ai lavori del Tavolo Verde coi quali la Regione Sardegna sta di fatto dando gambe alle sue politiche agricole non sempre con le dovute informazioni necessarie a fare scelte eque e decisive per i destini dei singoli comparti.

Essere al Tavolo Verde ci consentirà di:

• analizzare al meglio i dati tabellari sui danni derivanti dalla siccità e, di conseguenza, indirizzare in maniera equa e corretta le relative risorse tra i vari settori colpiti. I danni alle produzioni foraggiere, infatti, non sono stati uguali in tutta la Sardegna tanto che in alcune zone del Campidano e, in particolare del Cagliaritano, le piogge primaverili hanno determinato produzioni di foraggiere nella media o addirittura superiori alla media e le aree irrigue non hanno subito alcun danno da siccità. In alcune di queste aree non solo si è prodotto il foraggio, ma lo si è venduto a peso d'oro (prezzo quasi triplicato…) vista la crisi generale delle altre aree dell'Isola e il conseguente aumento della domanda;

• ribadire la particolare situazione in cui si vengono a trovare le aziende bovine che allevano gli animali allo stato brado, doppiamente colpite dalla siccità per la mancata produzione delle foraggiere al campo e per aver dovuto acquistare il foraggio prima sul mercato sardo e poi su quello continentale a prezzi spesso tripli rispetto alla normalità;

• poter esprimere la nostra posizione in merito alle possibili modalità di rimodulazione del Programma di sviluppo rurale (Psr) alla luce dell'incontro avvenuto il 1 marzo fra la Regione e i rappresentanti della Commissione europea e delle posizioni espresse a tal proposito dalle Associazioni di categoria (Coldiretti, Legacoop ecc.). Riteniamo che l'eventuale rimodulazione debba andare nella direzione chiara che preveda la tutela delle aziende esistenti, il lavoro dei giovani, l'indicazione di norme atte a difendere le produzioni locali visto che la pregressa disattenzione nei confronti dei problemi del comparto agricolo sardo, i ritardi nell'erogazione dei premi comunitari, l'aumento della burocrazia in termini di maggiori adempimenti e imposizione di impegni, porterà nel breve periodo alla morte della maggior parte delle nostre aziende che operano in zone naturali svantaggiate svolgendo una fondamentale funzione di presidio e conservazione del territorio, del paesaggio, della cultura e delle tradizioni contro lo spopolamento dei piccoli paesi dell'interno.

La necessità della nostra presenza al Tavolo Verde è dettata anche dalla sensazione di uno scollamento ormai evidente fra le esigenze delle aziende e la conoscenza delle loro problematiche da parte delle Associazioni di categoria che si sono spesso dimostrate incapaci a far valere le nostre posizioni. Per questo, a breve, chiederemo a tutto il mondo agricolo di sostenere le nostre posizioni promuovendo ulteriori incontri con tutti gli operatori del settore per sostenere questa vertenza da cui dipende la sopravvivenza futura delle nostre aziende e del nostro lavoro.

                                                                                                               Comitato spontaneo Allevatori Comparto Bovino della Sardegna

Queste, al di là della urgente questione siccità, le richieste che il Comitato spontaneo Allevatori Comparto Bovino della Sardegna ha esposto lo scorso 20 febbraio in Regione nell'incontro con i capigruppo in Consiglio regionale alla presenza degli assessori all?Agricoltura Pier Luigi Caria, alla Sanità Luigi Arru e alla presenza del Presidente del Consiglio regionale della Sardegna Gianfranco Ganau:

• il pagamento, nel tempo più breve possibile, dei Premi comunitari che consenta di recuperare i crediti pregressi vantati dalle aziende e i fondi per l'anno in corso. E' questo, per il Comitato, un impegno improrogabile per dare alle aziende l'immediata liquidità necessaria a consentirgli di restare sul mercato;

• il riconoscimento agli allevatori del comparto bovino di quanto già riconosciuto per i danni legati alla siccità, a quelli del comparto ovino-caprino pari a circa 90,00 euro a capo bovino adulto (equivalente uba). La richiesta è stata circostanziata in modo che l'intervento avvenga con risorse regionali immediatamente disponibili e che in nessun modo venga rimodulato a tal fine il Piano di sviluppo rurale (Psr) per non spostare risorse a scapito delle misure a sostegno del reddito e per non ripercorrere esperienze di rimodulazione che nel recente passato si sono dimostrate troppo lunghe e di conseguenza insostenibili per le esigenze del comparto;

• la concessione della deroga nella applicazione delle nuove norme sull'obbligo di segnalazione in BDN delle movimentazioni intra-aziendali del bestiame che è pratica molto diffusa di pascolamento nelle aziende sarde del comparto;

• la gratuità dei trattamenti sanitari che permettono la movimentazione del bestiame bovino allevato in Sardegna nell'intero territorio nazionale come peraltro già riconosciuto al comparto ovicaprino;

• l'attivazione immediata delle misure della Dichiarazione nazionale di calamità naturale che permettano di dilazionare il pagamento delle rate di mutuo, delle cambiali agrarie e il rinvio del pagamento dei contributi previdenziali agricoli;

• il Risarcimento danni da altre calamità naturali quali alluvione, nevicate e gelate;

• il riconoscimento comunitario, anche per la prossima programmazione europea, delle specificità dei nostri pascoli arborati, collinari e montani che evitino i danni derivanti dal nuovo regime di refresh;

• l'immediata apertura dei Bandi sulle misure a sostegno (razze minacciate di abbandono ecc.).

Comitato spontaneo Allevatori Comparto Bovino della Sardegna

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