Macomer. La Micro-accoglienza entra nel vivo: ecco le prime 3 famiglie del progetto Sprar

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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Le 3 famiglie ospitate a Macomer

 

MACOMER. Sancess e Confidance, due sorridenti gemellini di 2 anni, e i genitori Asowata e Grace, entrambi Nigeriani con diritto d'asilo, costituiscono la prima famiglia arrivata a Macomer a fine Giugno. Kalid, vispo ed incontenibile bimbo dagli occhi magnetici, figlio di Keno e Mekhia, coppia etiope riservata e discreta giunta in città da un mese circa. Infine la piccola e curiosissima Anita, 3 mesi appena, frutto dell'unione tra Christian e Tracy, origini nigeriane e ultimi in ordine di tempo a giungere nel capoluogo del Marghine.

Sono loro le tre famiglie ospiti che inaugurano il percorso di micro-accoglienza attivato grazie all'adesione alla rete dello Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, al quale l'Unione dei Comuni del Marghine ha aderito, coinvolgendo sette dei suoi dieci Comuni, dando avvio ad un processo che mira a governare le migrazioni.

Per loro si sono aperte a Macomer le porte di una abitazione privata in periferia, grande tanto da ospitarli tutti, e con esse una nuova opportunità per riprendere in mano i fili della propria vita, strappati e dispersi dentro una cloaca inestricabile di storture geopolitiche, economiche e sociali.

Nei loro occhi di giovani donne e uomini si scorgono le tracce di storie inenarrabili, di fughe per la libertà e per la sopravvivenza consumate attraversando quel passaggio quasi obbligato che è l'inferno della prigionia libica. Mesi di terra di mezzo, di luoghi strappati all'umanità dai quali si esce solo se si paga il riscatto, e poi la traversata in mare, stipati nei barchini «tra la vita e la morte», il salvataggio ed infine l'approdo in Italia: esistenze che ora , con i documenti in regola e un diritto di asilo riconosciuto, sono da ricostruire anche attraverso processi virtuosi, da attivare e sostenere per ridare speranza a chi è scampato all'orrore.

«Vorrei imparare a leggere e scrivere in Italiano – ci dice Mekhia, giovanissima donna e madre etiope con già una buona base linguistica e lo sguardo proiettato nel prossimo futuro – e poi trovare un lavoretto per rendermi utile».

Non c'è niente di semplice, occorre dirlo a scanso di ogni banalizzazione, nella sfida all'accoglienza intrapresa sul territorio dall'Unione dei Comuni, perché il percorso ideato e ora finalmente avviato è complesso, parte dalla carne viva delle persone e avrà necessità dell'apporto costruttivo della comunità tutta.

Per dare corpo al progetto Sprar sarà infatti essenziale inserire le famiglie nei centri abitati e creare le condizioni per un'integrazione reale nella società: per questo l'ufficio di piano Plus Marghine ha deciso di riaprire i termini per la presentazione delle manifestazioni d'interesse da parte dei privati cittadini affinché si possano reperire abitazioni che, cedute in affitto a prezzi di mercato, possano essere destinate allo scopo.

«Macomer è sempre stata una città accogliente e si è lavorato molto per costruire un progetto serio che mira ad una micro accoglienza di migranti in regola – dice l'assessora ai servizi sociali Rossana Ledda che, insieme alla collega Tiziana Atzori, ci ha accompagnato a conoscere gli ospiti presso la casa di Bonu Trau – queste famiglie sono per noi una possibilità positiva di arricchimento culturale, di scambio di esperienze, di realtà, di usanze e di stili di vita che s'incontrano e che possono convivere in armonia. Per costruire un'integrazione degna di questo nome – sottolinea - sarà fondamentale che la città e le varie associazioni che vi operano, dal volontariato, alla cultura fino allo sport, collaborino per trasformare questo percorso sperimentale in una esperienza di eccellenza».

Se a Macomer le prime 3 famiglie ospiti sono già arrivate, per un totale di 10 unità, il progetto Sprar prevede che tra la città, Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Silanus e Sindia si possano ospitare un massimo di 81 persone. Per renderlo operativo, l'Ufficio del Plus ha pubblicato un avviso permanente per la ricerca di unità abitative da cedere in affitto nei 7 Comuni interessati e si è reso disponibile ad un confronto con le parti interessate. Il progetto elaborato dall'Unione dei Comuni del Marghine ha ottenuto nel dicembre 2017 dal Ministero dell'Interno un finanziamento di 3 Milioni e 145 mila Euro per il triennio 2018/2020.

Giulia Serra

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