L'Impianto di Tossilo e il Nuovo Inceneritore: A. Manca (M5S) visita il sito Macomerese

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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MACOMER. L'inceneritore di Tossilo, costruito più di venti anni fa, è oggi completamente spento. I due forni a letto fluido atti alla termodistruzione hanno cessato la loro attività già dal Febbraio del 2016, ma l'impianto di trattamento dei rifiuti dell'area industriale di Macomer non ha mai dismesso la sua posizione di sito d'interesse strategico per la gestione del ciclo dei rifiuti a livello regionale.

Nei giorni scorsi il deputato del Movimento 5 Stelle Alberto Manca ha visitato la piattaforma macomerese insieme ai rappresentanti del gruppo locale Maurizio Cossu e Carlo Piana e alla Sindaca di Dorgali Itria Fancello.

Ad accoglierli, guidarli all'interno del sito e rispondere alle domande ci ha pensato l'ingegner Mario Rubattu, direttore del Consorzio Industriale e, dal maggio 2016, Amministratore Unico della Tossilo S.p.A.

Se è vero che da oltre due anni a Tossilo è sospesa la pratica dell'incenerimento, è altrettanto vero che la restante parte della piattaforma ha continuato a marciare, continuando ad essere il punto di approdo dei rifiuti solidi urbani dei circa 70 Comuni della Provincia di Nuoro, che qui vengono smistati con una prima selezione e poi portati, ad eccezione della frazione umida, nella discarica di Sassari (fino a pochi mesi fa la discarica di destinazione era invece quella di Ozieri).

Una continuità “ricettiva” che rientra a pieno titolo nella linea marcata da tempo e che ormai, nonostante l'opposizione del territorio e i tanti colpi di scena degli ultimi anni, tra i quali rientra anche una variazione del Piano Regionale dei Rifiuti, sembrerebbe definitiva: quella che vede Macomer destinata ad essere anche per il prossimo futuro il secondo polo di incenerimento regionale con l'entrata in funzione del nuovo forno, oggi in piena fase di realizzazione e la cui ultimazione è prevista per il 2019.

IL NUOVO INCENERITORE. Bloccata da una sentenza del Tar Sardegna ma riabilitata dal Consiglio di Stato, la nuova linea per bruciare i rifiuti a Macomer è vicenda complessa che divide il territorio e la politica da anni. Una tecnologia a griglia con potenzialità di 7,6 tonnellate ad ora, 60 mila tonnellate di materiale all'anno per il funzionamento a regime e un finanziamento pubblico da 42 milioni di euro per la sua costruzione.

I lavori sono in corso e procedono a pieno ritmo per rispettare i tempi di consegna.

Una struttura enorme che sorge accanto al vecchio impianto (vedi foto in alto) e che culminerà con una sola ciminiera. I due vecchi comignoli, così come l'intera struttura dei due forni dismessi, andranno invece smontati successivamente con lavori ancora da appaltare.

Cosa brucerà il nuovo forno?

«Non solo rifiuti urbani, ma anche una quota di rifiuti speciali e una di rifiuti ospedalieri» - è la risposta resa dall'amministratore unico Rubattu a domanda diretta posta dal deputato grillino Manca, interessato a comprendere non solo l'attuale situazione dell'impianto, ma anche le prospettive future di un sito costantemente al centro delle polemiche territoriali.

LA DISCARICA DI MONTE MURADU. Discarica di servizio della Tossilo S.pA. alla periferia di Macomer si trova oggi in uno stadio di esaurimento: l'ingegnere Rubattu ha specificato che si sta provvedendo a realizzare il progetto per la tombatura e che la sua gestione dovrà essere assicurata per i prossimi 30 anni. Il nuovo inceneritore avrà però necessità di una discarica di servizio alla quale fare riferimento: «non l'abbiamo ancora individuata – ha specificato l'amministratore unico – ma la previsione è quella di appoggiarsi della discarica di Ozieri, ancora da realizzare».

L'IMPIANTO DI SELEZIONE IMBALLAGGI. Una tappa della visita dentro la Tossilo ha riguardato l'impianto per la selezione e valorizzazione dei materiali: più di un milione di euro di finanziamento pubblico per la sua realizzazione nel 2009, terminato circa 4 anni fa, avrebbe dovuto separare i materiali da riutilizzare come alluminio e plastica. Mai entrato in funzione (parrebbe tra l'altro non essere allineato agli standard Conai), l'impianto è costituito da due grossi macchinari che non hanno mai emesso neppure il primo vagito e il cui immobilismo fotografa senza tema di smentita la profonda contraddittorietà del sistema a tradizione pubblica che sussiste a Tossilo.

L'IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO. Interessata da un incendio lo scorso mese di Aprile, la sezione compost è attualmente ferma e, secondo le previsioni dell'amministratore unico, dovrebbe tornare in marcia il prossimo Ottobre. I piazzali esterni del sito sono da tempo impiegati per lo stoccaggio del prodotto finale, che la società non riesce a piazzare sul mercato se non in piccolissima parte.

Se da una parte nell'impianto macomerese per ora non si incenerisce, non si può dire che la piattaforma, a fronte della situazione venutasi a creare, abbia saputo essere all'altezza delle sfide complesse della gestione dei rifiuti, limitandosi in sostanza a fare da sito di approdo temporaneo per materiali che, ad oggi, vanno per la gran parte a finire in discarica.

È un vero peccato che l'impianto di selezione dei materiali valorizzabili risulti ancora oggi completamente inutilizzato, nonostante il cospicuo finanziamento regionale da oltre 1 milione di € stanziato per la sua realizzazione – commenta a caldo il deputato 5 Stelle Alberto Manca - Purtroppo, malgrado l'investimento di cospicue risorse, lo stesso non rispecchia gli standard tecnologici necessari alla sua messa in funzione: tale impianto ad oggi non sarebbe in grado di selezionare in modo adeguato e performante i materiali valorizzabili.

Auspico che vi sia, da parte degli enti competenti, la volontà di trovare un rimedio a questa situazione. 

Allo stesso tempo, rilevo che deve essere migliorato il sistema di collocamento sul mercato del materiale di qualità prodotto dall'impianto di compostaggio – ha aggiunto - ho infatti notato che una buona parte del compost prodotto è attualmente stoccata all'interno dell'impianto, segno che è rimasta invenduta: pur essendo una risorsa utile e benefica per le terre, se lasciata in queste condizioni di abbandono, diventerà nuovamente un rifiuto.

Sono contento di aver potuto visitare gli impianti del Consorzio industriale di Macomer – ha concluso il Parlamentare - e ringrazio pertanto l'Ing. Rubattu, direttore generale del Consorzio, per la cordiale disponibilità offerta alla delegazione da me guidata”.

Giulia Serra

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