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"Gli extraterrestri sono tra noi!": Zero Waste interviene sulla gestione dei rifiuti a Tossilo dopo le dichiarazioni dell'Assessore Rubattu

| di Zero Waste Sardegna
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il nuovo inceneritore di Tossilo in costruzione

 

Per chi ama il territorio del Marghine e per anni si è impegnato per la sua tutela e salvaguardia ambientale, sembrerebbe arrivato il momento dei brindisi e degli applausi, a sentire le perentorie parole che l'assessore all'Ambiente del Comune di Macomer Andrea Rubattu ha rilasciato alla stampa in risposta all'articolo di IlMarghine.net del 08/11/2018 sulla incresciosa vicenda della Piattaforma di valorizzazione meccanica per gli imballaggi di Tossilo.

Finanziata con 1,6 milioni di euro dalla Regione Sardegna nel 2009 e realizzata dal Consorzio industriale di Tossilo in liquidazione nel 2014, quell'infrastruttura non è mai entrata in funzione e costringe oggi come ieri il Comune di Macomer a spedire fuori i rifiuti che una migliore programmazione e gestione avrebbero potuto probabilmente valorizzare in loco con condizioni economiche e occupazionali più vantaggiose per Macomer e per l'intero comprensorio del sistema di trattamento dei rifiuti di Tossilo.

Dopo aver mestamente riconosciuto che sul tema rifiuti il territorio “paga un gap, quello di non essere un polo di eccellenza del riciclo”, così Rubattu fra le altre cose dichiara: “Io credo che su un tema importante e complesso come quello della gestione dei rifiuti sia necessaria una visione, un sogno più grande. Dobbiamo rimettere questo argomento al centro del dibattito”.

Finalmente un assessore visionario e sognatore verrebbe da dire, ma i brindisi e gli applausi muoiono sul nascere visto che quelle affermazioni appaiono del tutto lunari. Lunari perchè sembrerebbe che, almeno negli ultimi 5 anni, l'assessore all'Ambiente del Comune di Macomer abbia vissuto appunto sulla Luna e non nella città che si è, per l'ennesima volta, impegnato ad amministrare. Sostenere che sia necessario “rimettere questo argomento al centro del dibattito” significa infatti confessare implicitamente che in questo arco di tempo si è vissuti altrove, molto, molto lontano.

Per circa otto anni, infatti, i cittadini della città amministrata oggi dall'assessore Rubattu hanno animato un dibattito unico in Sardegna sul tema rifiuti. Convegni, dibattiti pubblici, documenti che hanno interessato Comune, Unione dei Comuni del Marghine e della Barbagia, Provincia di Nuoro, Regione Sardegna e persino la Comunità europea hanno infatti fatto, del tema ambientale e della gestione dei rifiuti, l'argomento politico per eccellenza nel Marghine e a Macomer in questi anni. Un ricorso al Tar vinto contro la realizzazione del nuovo nefasto inceneritore (che i suoi compagni di viaggio assessore Rubattu hanno voluto per Macomer) e il successivo ribaltamento della sentenza del TAR da parte del Consiglio di Stato, hanno completato quella stagione di impegno civile.

Di tutto questo l'assessore sembra non essersi accorto.

Nel merito della vicenda, l'assessore Rubattu conferma questa sua lontananza dalle questioni terrestri quando afferma che “Tossilo non può essere solo la ciminiera, dobbiamo trasformarlo in una vera piattaforma per il riciclo”.

Di quale piattaforma per il riciclo parla l'assessore? Si tratta della stessa proposta alternativa avanzata dal comitato cittadino in opposizione alla realizzazione dell'inceneritore e sbrigativamente bocciata dalla Regione e dal Comune di Macomer? Di quel Centro di riciclo che per il Comitato NBF e Zero Waste Sardegna avrebbe garantito una gestione meno impattante dal punto di vista dell'inquinamento e più vantaggiosa dal punto di vista occupazionale? L'assessore è consapevole che un Centro/piattaforma del riciclo per poter funzionare senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini non è compatibile con la presenza di un inceneritore?

Ancora, Rubattu dichiara alla stampa che è necessario “abbandonare gradualmente la pratica dell'incenerimento e per farlo occorre puntare proprio sulle piattaforme di selezione”.

Sembra che l'assessore all'Ambiente del Comune di Macomer non abbia neanche letto l'ultimo Piano di gestione dei rifiuti della Regione Sardegna che, sostenuto dalla parte politica con cui ha deciso di candidarsi alla guida del Comune, prevede che il nuovo inceneritore in fase di realizzazione a Tossilo debba rimanere in esercizio almeno fino al 2030. Quello stesso Piano approvato frettolosamente nel 2016 senza alcuna opposizione da parte del Comune di Macomer che qualcosa avrebbe potuto dire almeno sul raddoppio degli inquinanti che il nuovo inceneritore produrrà e sulla mancanza di prospettive per un centro di riciclo a Tossilo.

Sa l'assessore che, anche se Macomer dovesse raggiungere il 100% di raccolta differenziata, l'inceneritore di Tossilo continuerà a bruciare 60.000 ton/anno di rifiuto indifferenziato proveniente da tutto il centro-nord Sardegna?

Di quale abbandono graduale della pratica dell'incenerimento si parla?

Se la posizione di Rubattu appare Lunare, quella del Sindaco Succu, sull'argomento rifiuti, sembra arrivare addirittura da Marte. “Su Tossilo – afferma Succu - credo che occorrano degli aggiornamenti, perché il sistema deve essere competitivo. Noi puntiamo ad avere una vera piattaforma per il riciclo, questo abbiamo chiesto alla Regione e questo cercheremo di realizzare».

Succu chiede alla Regione che sia competitivo un sistema industriale come quello di trattamento dei rifiuti di Tossilo che non lo è dalla sua nascita e non lo sarà almeno sino al 2030. Un sistema che si regge solo grazie alle salatissime tariffe imposte a quegli stessi cittadini che non hanno mai avuto voce in capitolo sulla programmazione del sistema. Lo chiede alla Regione che, del malfunzionamento di quel sistema industriale, è una dei principali responsabili.

Rimane una sola cosa condivisibile di questo strano dialogo fra cittadini e amministratori. E' infatti vero che, come afferma Rubattu, il territorio “paga un gap”. Ma per chi vive sulla terra e fa quotidianamente i conti con questioni come la salute, l'ambiente, il lavoro e lo sviluppo, la democrazia e la partecipazione popolare all'amministrazione del bene pubblico, il gap del territorio è legato proprio all'inadeguatezza della sua classe politica e degli amministratori locali. Su un tema così delicato come la gestione dei rifiuti il Marghine, e soprattutto il Comune di Macomer, avrebbero potuto svolgere un ruolo di innovazione e di guida a livello regionale, ma la politica regionale e locale hanno deciso di sostenere scelte obsolete e lontane dagli interessi dei cittadini.

Certo fa sempre piacere che si aprano degli spazi di dibattito, tuttavia il problema della gestione rifiuti non è soltanto quello della piattaforma di selezione inspiegabilmente inutilizzata, ma anche dell'impianto di compostaggio di Tossilo che negli ultimi mesi ha fatto registrare diversi incendi, del mancato completamento dell'indagine epidemiologica nel distretto sanitario di Macomer, del carente servizio di raccolta dei rifiuti, della discutibile gestione dell'ecocentro comunale, della dismissione della discarica di Monte Muradu e di tutta una serie di inadempienze contestante dal Settore Ambiente della Provincia di Nuoro nel corso degli ultimi anni delle quali non si sa se e come siano state sanate.

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