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Macomer. Il Comitato Non Bruciamoci il Futuro replica alle dichiarazioni del M5S cittadino

L'intervento degli ex componenti del coordinamento del Comitato NBF

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
STAMPA

 

MACOMER. Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa a firma del Comitato Non Bruciamoci il Futuro.

"Solo alcuni chiarimenti e precisazioni in merito alle dichiarzioni del Movimento 5 Stelle di Macomer

http://www.ilmarghine.net/notizie/attualita/4085/nessuna-polemica-nessuna-lite?fbclid=IwAR0rjTtCEoRdP0xkIIoaDMpY41-Lhqsk8dDXgypUAetSBZqbhn46fVGZKbk

in risposta al nostro comunicato

https://nonbruciamocimacomer.blogspot.com/2019/03/a-forni-spenti-linceneritore-di-tossilo.html?fbclid=IwAR2JMa0u5Z-SNheq8SsRCUmqGRaRQGTf1A_UEMiijU7wR6JEjbzsLnzS1jw

1) Il coordinamento dimissionario del Comitato Non Bruciamoci il Futuro, su mandato dell'assemblea, aveva accettato il compito di seguire tutte le fasi dei ricorsi amministrativi terminate le quali sarebbe decaduto. E così è stato. Personalmente riteniamo (e così crediamo numerosi aderenti) che anche il ruolo del Comitato sia finito con l'ultimo verdetto del Consiglio di Stato che il 19 luglio dello scorso anno, nonostante gli "errori di fatto" della precedente sentenza, contestati e documentati, ha giudicato inammissibile la richiesta di revocazione intentata dal Comitato, non da soli come si fa intendere, ma con Zero Waste Sardegna e l'Unione dei Comuni della Barbagia.

2) Richiedere un'assemblea del Comitato, a distanza di circa 8 mesi dalla cessazione del mandato del coordinamento oramai "dimissionato" ci sembra quantomeno tardivo e singolare, oltreché del tutto inutile. E inoltre non è compito di un coordinamento non più in carica. Se qualcuno degli ex aderenti comunque ha la voglia e l'interesse a convocare un'assemblea, non vediamo alcun impedimento nel farlo.

La possibilità di bloccare il polo di incenerimento di Tossilo, a nostro avviso, viaggia attualmente su due binari distinti: uno giudiziario dove bisogna attendere la conclusione delle indagini della magistratura ordinaria che recentemente ha posto i sigilli al cantiere e indagato diverse persone; l'altro politico che si deve misurare a livello locale e regionale sulla possibilità di far revisionare il piano regionale dei rifiuti ed annullare il decreto ministeriale sul fabbisogno nazionale di inceneritori, dove Tossilo ha un ruolo strategico di livello nazionale e regionale. In particolare quest'ultima possibilità ci sembra alla portata del M5S, oggi al governo col suo ministro Costa. Che poi quest'ultimo, direttamente o indirettamente tramite i suoi funzionari ministeriali, stia difendendo il decreto sul fabbisogno degli inceneritori presso la Corte di giustizia Europea, sta nei fatti. Il decreto, infatti, non è stato ancora fatto decadere né è stato modificato, così come non ci risulta che siano state rettificate ufficialmente le dichiarazioni del Ministro, rilasciate nel 2018 in risposta ad una interrogazione specifica sulla posizione del governo sul decreto attuativo dell'art. 35 dello Sblocca Italia: “Tale strategia è rivolta a ridurre la dipendenza delle pianificazioni del sistema di gestione dei rifiuti dalla logica delle discariche, in primo luogo attraverso la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio, ed il recupero di materia, ed in secondo luogo anche attraverso il recupero energetico laddove le prime azioni non siano economicamente e tecnicamente sostenibili”.

Il senso delle sue parole ricalca la posizione del precedente ministro Galletti del governo Renzi.

In questo link il documento del Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare, dove è inserito il filmato contenente quelle dichiarazioni (al minuto 51:33)

http://www.leggerifiutizero.org/2018/07/24/il-ministro-allambiente-sergio-costa-conferma-la-validita-del-decreto-attuativo-10-8-2016-dello-sblocca-italia/?fbclid=IwAR0bKs6LKXBav5OuFKi_cm73cthQOZxTJizepBVxTOU2IZkCkhwRUr5k1mk

3) il ricordo (definito molto importante) che viene riportato dal M5S circa la richiesta di un incontro da parte del Comitato per resistere al Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla Regione Sardegna e dal Consorzio ZIR di Macomer contro la sentenza del TAR Sardegna che aveva annullato tutti gli atti della procedura autorizzativa del nuovo inceneritore, probabilmente viene confuso con altri avvenimenti. Resistere al ricorso della regione e del consorzio non solo era l'unica strada possibile per veder confermata la sentenza del TAR Sardegna favorevole alle istanze e alle contestazioni mosse dal comitato, ma era oltremodo obbligatorio e sacrosanto. Non ci risulta che gruppi politici e/o movimenti, nè tantomeno aderenti al Comitato abbiano contestato tale scelta, perseguita anche da Zero Waste Sardegna e dall'Unione dei comuni della Barbagia.

Il ricordo probabilmente si riferisce ad un altro ricorso al TAR Sardegna, promosso dal Comitato e Zero Waste Sardegna, contro l'aggiornamento del piano regionale rifiuti dove Tossilo da terzo polo di incenerimento da dismettere diventa 2° polo sino al 2030. In quella occasione alcuni componenti del coordinamento del Comitato NBF proposero un incontro con i M5S regionale per prospettare una loro partecipazione al ricorso e/o eventualmente un intervento "ad adiuvandum", proposta peraltro presentata ad altri gruppi politici e amministrazioni comunali. Da parte del M5S fu data la disponibilità ad esaminare la documentazione, e fu proprio l'avv. Licheri a prendere l'impegno di sentire personalmente l'avvocato del comitato, che ci disse di conoscere benissimo. Degli esiti di questo contatto noi non abbiamo più saputo niente, e nemmeno della proposta di collaborazione. Il ricorso, presentato dal Comitato, da Zero Waste Sardegna e dai comuni di Olzai, Sarule, Gavoi e Arzana, fu respinto (senza l'addebito di spese legali!), probabilmente anche a causa dell'assenza, su questo tema, della politica regionale e, con poche eccezioni, anche di quella locale, nonchè della stragrande maggioranza dei comuni sardi, sia nella fase del dibattito promosso dal Comitato e da Zero Waste Sardegna che in quella dei ricorsi .

Cosa diversa accadde nell'assemblea del 3 novembre 2017, da noi convocata per decidere se fosse il caso o no di richiedere la revocazione al Consiglio di Stato della sentenza precedente per "errore di fatto", come suggerito dall'avvocato del Comitato. L'obiettivo non era dunque puramente la richiesta di sostegno economico! L'unico che si espresse contro tale possibilità fu proprio l'avv. Licheri, mentre l'assemblea si espresse favorevolmente, compresi alcuni dirigenti locali del M5S e di altri movimenti e/o di partiti politici, aderenti al Comitato, ai quali sono stati chiesti, come in altre occasioni, contributi finanziari per sostenere le spese dei ricorsi.

Tanto riteniamo doveroso chiarire per il rispetto dovuto alla fiducia concessaci dai numerosi cittadini che comunque, in questi anni, hanno collaborato attivamente a sostegno del Comitato e dei suoi obiettivi".

                                              Gli ex componenti del coordinamento del Comitato NBF

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