A Macomer un incontro sul Decreto Pillon: Punto Donna organizza un Sit-in di protesta

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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MACOMER. Era passato quasi inosservato l'incontro che si terrà domani mattina alle ore 10 presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale di Macomer dal titolo “Incontro di formazione e informazione sulla Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori e Decreto Pillon”, organizzato dalla sezione macomerese della Fidapa .

Qualcuno però lo ha notato e non solo ne ha preso nota, ma ha lanciato anche un Sit-in che, in concomitanza dell'evento, ha l'obiettivo di rimarcare un messaggio chiaro ed inequivocabile: il piano Pillon non s'ha da fare. Loro sono le attiviste di Punto Donna e sembrano non aver proprio gradito “l'informazione neutra” che parrebbe trasparire dalla locandina dell'appuntamento e hanno deciso di presidiare il piazzale antistante la Biblioteca dandosi appuntamento alle 10 “per dire NO ad un Disegno di legge che vorrebbe riportarci ad un pericolosissimo patriarcato”.

All'incontro in cartellone interverranno come relatori due mediatori familiari, l'avvocata Marina Bardanzellu e l'avvocato Marco Cabras, ai quali spetterà il compito di inquadrare da un punto di vista normativo il Disegno di Legge noto come Pillon ed illustrare la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori presentata di recente dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza (una sorta di decalogo che individua i diritti dei bambini e ragazzi che si ritrovino coinvolti nella separazione dei propri genitori). Previsto anche l'intervento del Sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu e della Presidente Fidapa Sardegna Ida Gasperini.

Ogni anno la Fidapa organizza degli incontri informativi sulle normative adottate dallo Stato – ci dice la Presidente della sezione macomerese Giuseppina Attene, che introdurrà i lavori di domani – vogliamo offrire un'informazione asettica sui temi oggetto di analisi ed è per questo che non abbiamo previsto un dibattito aperto”.

L'obiettivo insomma è entrare nel merito normativo per capire di cosa si sta parlando, evitando in qualche modo di addentrarsi nel terreno minato delle posizioni pro o contro.

Sul Ddl Pillon però il compito sembrerebbe davvero arduo, anche perché il disegno di legge è stato accolto da feroci proteste da parte delle donne - oltre che da parte delle associazioni per la tutela dei minori, degli operatori sociali e delle organizzazioni che si occupano di violenza di genere – e anche perché, con la messa in onda della sconvolgente inchiesta “Dio Patria e Famiglia” realizzata da Giulia Bosetti per il programma Rai Presa Diretta, è emerso platealmente quel sottobosco umano e culturale che ha ispirato, ed in alcuni casi anche contribuito alla stesura, il contestato Disegno di Legge che porta il nome del Senatore Pillon.

Un sottobosco inquietante fatto di affermazioni pubbliche quali “il femminicidio non esiste”, “l'aborto è più grave dello stupro”, “il divorzio va vietato perché la famiglia non è una questione privata ma un fatto sociale” e “ le donne stanno meglio a casa ad accudire i figli: bisogna alzare gli stipendi agli uomini così che le donne possano smettere di andare al lavoro” che hanno colpito persino i più distratti e hanno confermato come sul corpo delle donne sia in corso una partita decisamente pericolosa nella quale il decreto Pillon sembra essere solo il primo passo.

Dentro un quadro complessivo di questo genere, fatto di tentativi plurimi di minare i diritti acquisiti dalla donna, si ascrive probabilmente la presa di posizione del gruppo macomerese di Punto Donna: “stiamo attraversando un momento troppo critico ci dice Franca Battelli – per poter accettare che una questione della portata del Ddl Pillon venga affrontata in maniera neutra, sterile, senza alcuna discussione. Non siamo disponibili a far passare il messaggio che tutto può essere normalizzato, non è proprio il momento”.

Due fronti non per forza contrapposti – quello di Punto Donna e di Fidapa - che domani mattina rappresenteranno ciascuno le proprie legittime posizioni.

 

Giulia Serra

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