Inceneritore di Macomer e dati sulla mortalità: il Pubblico Ministero chiede l'archiviazione per la dottoressa accusata di falso

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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Il nuovo inceneritore di Tossilo

 

MACOMER. Il Pubblico ministero della Procura della Repubblica del Tribunale di Nuoro ha chiesto al Gip l'archiviazione del procedimento penale nei confronti di Maria Antonietta Atzori, ex responsabile del Centro epidemiologico della ASL 3 di Nuoro, accusata dalla Procura di Oristano di falso ideologico nell'ambito dell'inchiesta sulle procedure autorizzative per la costruzione del nuovo impianto per l'incenerimento dei rifiuti in via di ultimazione a Tossilo.

La pubblica accusa della Procura di Nuoro, subentrata nella vicenda per competenza territoriale, ha ritenuto che nel compendio probatorio prodotto ad Oristano manchi proprio l'ipotizzata «immutatio veri», ossia l'alterazione della verità alla base del reato di falso ideologico contestato all'ex responsabile del CEA che aveva portato, nel Febbraio scorso, ad una settimana dalle elezioni regionali, al clamoroso sequestro del cantiere macomerese dove erano in corso i lavori di costruzione del mega impianto di incenerimento di proprietà del Consorzio Industriale di Macomer.

Secondo il PM, dall'analisi dei documenti trasmessi a Nuoro emergerebbe piuttosto una lineare sequenzialità tra lo studio prodotto dalla dottoressa Atzori nell'ambito della procedura di valutazione d'impatto ambientale e gli studi sul tema realizzati precedentemente.

Il contributo «Sintesi analisi cause di morte» - oggetto principale dell'indagine oristanese – secondo le valutazioni del magistrato nuorese non si porrebbe affatto in contrasto con gli studi antecedenti, ma ne sarebbe piuttosto un documento esplicativo che non solo non giunge a nessuna conclusione assertiva, ma evidenzia come vi sia un “effetto biologico noto” delle sostanze contenute nelle emissioni e nei residui dell'incenerimento dei rifiuti e di come sia “sospetta una relazione causale con effetti patologici” tra tali emissioni e diverse patologie gravi, e che si limita ad affermare che, alla luce dei dati scientifici odierni, non è consentito ascrivere responsabilità certe al processo di combustione dei rifiuti.

In linea con quanto già stabilito dal Tribunale del Riesame del capoluogo barbaricino che, chiamato ad esprimersi lo scorso Aprile sulla richiesta di dissequestro del cantiere dell'inceneritore presentata dal Consorzio, aveva accolto il ricorso entrando nel merito dell'intera vicenda e smantellando di fatto integralmente l'impianto accusatorio mosso dalla Procura di Oristano, la Pubblica accusa nuorese ha avanzato al Gip la richiesta di archiviazione annotando l'insussistenza dei reati contestati, l'infondatezza della notizia di reato e l'inidoneità degli elementi raccolti a sostenere l'accusa in giudizio.

Se cade l'ipotesi del falso ideologico, per l'accusa cade anche la seconda imputazione, quella di illegittimità della procedura di VIA e dunque di costruzione d'impianto in assenza di titoli.

La richiesta di archiviazione da parte della Procura di Nuoro del procedimento che mi ha vista indagata per il reato di falso mediante omissione, ipotizzato dai magistrati di Oristano, pone fine ad un lungo periodo di indagini da caccia alle streghe – ha commentato la dottoressa Atzori - Prima, come persona informata dei fatti, sono stata sottoposta a intercettazioni e a estenuanti interrogatori che non hanno sortito alcunché, se non gravi danni alla mia salute, con la conferma della trasparenza del mio operato, svolto nell'esclusivo interesse della collettività”.

L'ultima parola sul caso compete al Giudice per le indagini preliminari, al quale spetta esprimersi sulla proposta del Pm.

Giulia Serra

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