Sui Migranti nell'ex Carcere di Macomer è scontro. Gina Falchi risponde al Sindaco Succu: “non sia permaloso e rispetti il pensiero dei cittadini”

| di a cura della Redazione
| Categoria: Politica
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MACOMER. Non accennano a stemperarsi le polemiche politiche attorno alla possibilità di aprire presso l'ex Carcere di Macomer un Centro di Permanenza per i Rimpatri.

Gina Falchi, candidata al ruolo di Sindaco per le prossime amministrative del 2018, risponde con una nota al Sindaco di Macomer Antonio Succu, che nei giorni scorsi, rispondendo alla stessa Falchi, aveva dichiarato: " il luogo di più alta rappresentanza democratica delle comunità e di decisione è il Consiglio Comunale, dove a breve l'argomento verrà portato. I consiglieri comunali, che rappresentano la Città, si faranno carico di questa decisione. Con tutto il rispetto, la signora Falchi rappresenta se stessa, ed anziché cavalcare maldestramente le paure della gente dovrebbe spiegare perché da una parte si definisce cristiana e dall'altra contraddice le parole del Santo Padre, che invita tutti all'accoglienza ed alla solidarietà e in cui personalmente mi ritrovo".

Parole che evidentemente non sono piaciute alla candidata del Movimento Cristiano Forza Popolare, che oggi scrive un duro documento che riportiamo integralmente di seguito:
Non mi sconcerta il tono di tracotante supponenza, tipico della parte politica del governo nazionale e regionale con cui anche questa amministrazione macomerese è andata fino ad oggi a braccetto, con cui il sindaco mi accusa di “cavalcare maldestramente le paure della gente”, tacciandomi di razzismo.
Rispedisco al mittente tali infamanti accuse e ricordo al signor sindaco che non parlo in rappresentanza di me stessa, ma che quando esprimo la mia posizione lo faccio in qualità di cittadino e di responsabile regionale scuola e cultura del Movimento Cristiano Forza Popolare, e oggi anche come esponente del patto federativo Sardegna Popolare. Pertanto la invito ad avere più rispetto nei confronti della sottoscritta e del movimento politico che rappresento.

Ma anche se mi esprimessi in qualità di "cittadina di Macomer" dove risiedo e pago le tasse, il mio pensiero varebbe forse di meno di un rappresentante della politica, di un sindaco o di un amministratore? Mi auguro che lei non la pensi davvero così perchè in questo caso la inviterei a leggere questa mia risposta proprio come una risposta di una cittadina di Macomer orgogliosa di esserlo e la cui parola meriterebbe rispetto in particolare dal primo cittadino che dovrebbe essere il sindaco di tutti.

Faccio notare che è proprio la componente “Forza Popolare”, che per evidente comodità di strumentalizzazione viene sempre omessa, quella a cui do voce quando prendo posizione, dato che per troppo tempo la politica nazionale e anche quella locale ha messo il bavaglio ai propri cittadini.
Dal momento che il vento sta  cambiando e che rappresento un Movimento che si fa portavoce delle idee della gente, tacciando di razzismo la sottoscritta, si tacciano di razzismo anche tutti quei cittadini di Macomer che esprimono parere opposto rispetto alle politiche che si stanno attuando in merito all’immigrazione.

A me sembra che la vera strumentalizzazione sia proprio quella di far leva sulla riapertura del carcere il quale, comunque non avrebbe le stesse caratteristiche che la casa circondariale aveva quando venne chiusa. I 15 posti di lavoro che si avrebbero non sono certamente i 60 posti di lavoro
garantiti fino alla chiusura del carcere, e poi mi chiedo secondo quali modalità e criteri si individueranno questi 15 esperti, a meno che non sia, questo sì, un modo per “raccattare qualche voto”.
Il signor sindaco si risparmi poi la lezione di catechismo, smettendola di citare il Papa in merito all’accoglienza e alla solidarietà, quando è cronaca di questi giorni di come sia proprio responsabilità del governo di Renzi, amico del governo Pigliaru, amico fino a ieri di questa amministrazione, il disastro sui migranti le cui ricadute negative, in termini di costi e stabilità sociale, gravano esclusivamente sui cittadini e non si può continuare a nasconderlo dietro l’accoglienza a tutti i costi.
Sarebbe più onesto semmai dire ai cittadini che ci si ritrova in una situazione difficile da gestire e assumere dignitosamente e con un moto di orgoglio un atteggiamento di rifiuto alle imposizioni del governo romano.

Perché, ricordo al signor sindaco che le decisioni che democraticamente, anche se, a giudicare dalla posizione della minoranza, parrebbe che la democrazia latiti dalla sala consiliare, vengono prese in Consiglio Comunale devono avere ricadute positive per tutti i diecimila abitanti e non solo per pochi. E poiché i migranti non sono la soluzione ai gravi problemi di Macomer, perché sarebbe come ammettere di avere fallito, si pensi piuttosto in prospettiva a creare una stabilità che possa durare nel tempo. E soprattutto si pensi ai Macomeresi!

a cura della Redazione

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