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Scontro politico a Macomer, arriva la controreplica delle Minoranze: "l’arroganza del Sindaco sconfina nell’autolesionismo"

| di I Consiglieri di Minoranza di Macomer
| Categoria: Politica | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Le argomentazioni utilizzate da Succu per cercar di giustificare il suo atteggiamento irrispettoso nei confronti delle Opposizioni e verso i cittadini, sono l’ulteriore conferma della sua inadeguatezza non solo politica a ricoprire una carica che richiederebbe una ben diversa disponibilità al dialogo ed un minimo di galateo quantomeno sul piano istituzionale.

Il Sindaco non fa certo una bella figura affermando di aver appreso il 30 marzo da un dirigente che di lì a 15 giorni sarebbe scaduto un importante bando regionale che prevedeva finanziamenti ai Comuni per Programmi integrati di riqualificazione urbana. Quel bando il realtà è stato pubblicato il 19.12.2017 e scadeva il 14 febbraio, termine poi prorogato al 14 marzo ed infine al 14 aprile. Invece di accorgersene all’ultimo momento con una proposta buttata giù in extremis, c’era tutto il tempo -  per un’amministrazione più attenta e solerte -  di predisporre un progetto valido, considerato che verrà finanziato un solo Comune per ogni Provincia e che, per  ottenere un punteggio adeguato, è richiesto il coinvolgimento finanziario di partners privati. Temiamo che si rischi la ripetizione dell’esperienza fallimentare del bando per la videosorveglianza, quando la proposta presentata dalla Giunta Succu, non riportò neppure il punteggio minimo per poter entrare in graduatoria.

E’ risaputo che il Sindaco dedica al Comune di Macomer solo dei ritagli del suo tempo, assorbito prevalentemente dal suo lavoro presso l’ospedale di Oristano, dalla sua attività di libero professionista, dai suoi numerosi incarichi politici (tra cui recentissimo quello di segretario provinciale del suo Partito) od istituzionali, come la carica di Presidente dell’Unione dei Comuni che aveva assunto in modo assolutamente provvisorio circa 4 anni fa, ma che con ammirevole stoicismo continua imperterrito a ricoprire. Ci sta pure bene che in virtù di tali incarichi Succu partecipi spesso a missioni estere, come di recente in Corsica.  Vorremmo soltanto che egli non consideri  i suoi interlocutori in Consiglio comunale alla pari di schiavetti proni alle sue esigenze.

Anche ammesso che si debba convocare urgentemente la conferenza dei Capigruppo, siamo sicuri che una persona mediamente rispettosa del prossimo avrebbe contattato telefonicamente le persone interessate e concordato con loro giorno ed ora della riunione, invece di mandare una mail fissando d’imperio l’incontro per il giorno successivo. Quanto all’ora in cui tenere la riunione del Consiglio, Succu fa ricorso ad argomentazioni così contraddittorie da darsi la zappa sui piedi. Quale è infatti la logica della convocazione del consiglio comunale alle 9 del mattino, sapendo di avere già in calendario nella stessa mattinata un altro importante impegno? A maggior ragione, la riunione del Consiglio andava convocata di pomeriggio come da noi richiesto e come è generalmente avvenuto in passato, anche per agevolare la presenza dei cittadini interessati alla discussione.

 Probabilmente, la scelta del sindaco nasconde la volontà di esaminare i primi punti all’ordine del giorno e far mancare subito dopo il numero legale, al fine di scansare ancora una volta la discussione delle interrogazioni che evidentemente devono essere non tanto “banali e strumentali”, ma per lui piuttosto imbarazzanti. Tra di esse in particolare quella sullo stato disastroso delle aree verdi,  sull’utilizzo arbitrario di una squadra di operai del cantiere forestale del Monte di S. Antonio, sulla scelta di metodi di affidamento delle manutenzioni che possono penalizzare le imprese locali e magari ripetere esperienze negative del passato.

A questo proposito, ci sembra che Succu cada in un rovinoso infortunio quando parla di trasparenza, invocando la separazione dei ruoli tra organo politico e struttura tecnica. Infatti è stata  la sua Giunta con deliberazione n. 120 del 21.5.2014 a confermare l’applicazione già in essere da diversi anni del Decreto legislativo n. 228/2001 che, recependo una normativa comunitaria, consente di privilegiare le imprese agricole del territorio. Ed è sempre la sua Giunta con deliberazione n. 112 del 26.5.2017 ad aver deciso di rinunciare a tale opportunità, ricorrendo alle normali procedure d’appalto, senza fornire spiegazioni esaurienti ­- che evidentemente non si vogliono dare neppure in Consiglio comunale - per questa modifica di indirizzo che rischia di penalizzare l’impiego di manodopera locale. Rileviamo inoltre come i fondi che erano stati drasticamente ridotti a circa 15.000 euro nel 2017, in occasione del nuovo appalto per il triennio 2018-2020  sono stati miracolosamente riportati a €. 70.000 per ciascun anno. Quale trasparenza e correttezza si può riscontrare in un’amministrazione che – alla vigilia della scadenza del proprio mandato – impegna risorse e fissa indirizzi gestionali, espropriando di fatto  per almeno un triennio le competenze degli amministratori che verranno eletti tra due mesi?

                                                           I CONSIGLIERI COMUNALI DELL’OPPOSIZIONE

I Consiglieri di Minoranza di Macomer

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