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"Non sono Stato io", l'intervento del M5S di Macomer

Prima puntata

| di Movimento 5 Stelle di Macomer
| Categoria: Politica | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Qualche settimana fa, il sedicente Partito dei Sardi ha organizzato un incontro ad Ottana, una chiamata alle armi contro lo Stato colonialista che ci deruba e non consente alla Regione Sardegna di fare tutte le cose magnifiche che potrebbe fare.

Un'ottima occasione per il Movimento 5 Stelle di Macomer per ricordare ai cittadini alcune cose.

 

Paolo Maninchedda governa da tre legislature con maggioranze diverse, pare faccia sempre tutto benissimo ma...
 

Ogni volta, qualche tempo prima delle elezioni, si accorge di avere governato con le persone sbagliate.

Per cui le sue ottime proposte non si trasformano in fatti. Allora lo statista prontamente cambia partito e stringe un patto di governo con quelli che erano stati i suoi avversari.

 

Questa volta, sospettando che il copione possa risultare logoro, la scenografia cambia, viene fondato un partito.
 

ll Partito dei Sardi, di cui, tra l'altro, la gran parte dei Sardi ignora l'esistenza (per fortuna).
 

Dal patto di governo regionale si esce per finta e si continua a governare con i partiti "italiani", cambia solo il nemico, questa volta è lo stato colonialista. Infatti il partito Sovranista nasce con il progetto di portare la Sardegna verso l'indipendenza, solo così i suoi luminosi progetti potranno finalmente rendere la patria libera e felice.

Mentre si attende che i Sardi si accorgano di avere un partito tutto loro pronto a liberarli, Lui arreda casa, apparecchia la tavola, imbandisce e fa accomodare i dignitari, gestisce gli appalti pubblici più svariati, sempre attento che il terribile Stato colonialista non ci sfili le risorse da sotto il naso.

Lo fa per preparare la nascente nazione al radioso futuro che la attende; rimane il dubbio di come si possa realizzare questo progetto continuando a governare con il partito accusato di prendere ordini dallo Stato cattivo e colonialista.

 

L'appuntamento di Ottana, é stata l'occasione per fare partire la pacifica Rivoluzione Civile dei Sardi raccogliendo il grido di dolore del Sindaco che minaccia le dimissioni per protestare per il fallimento dell'ennesimo Piano della Regione per la rinascita industriale della Sardegna Centrale.

Curiosamente la stessa Ottana, dove, il progetto affidato all'amico colonialista Paolo Clivati per fare rinascere il polo industriale, sta miseramente fallendo, naturalmente dopo avere fagocitato ingenti investimenti pubblici e denari sardo/italiani ed europei.

 

Ora pare che la richiesta per tenere in piedi le barcollanti intraprese economiche del profeta lombardo sia passata dalla folle e offensiva proposta di utilizzare il carbone per la Centrale elettrica, all'attesa del metano che dalla dorsale sarda dovrebbe fare una comoda deviazione per Ottana.
 

Una cosa tipo, "facciamo arrivare energia per produrre energia".

 

Ricorda tanto l'altro colono lombardo, il Beato Angelico, venduto nella campagna elettorale delle comunali di Macomer come il Salvatore della Legler. Sappiamo bene come è andata a finire, l'Angelico beato e la Legler fallita.

In questo caso si trattava del Patto per l'Area di crisi della Zona Industriale di Tossilo, Consorzio sciolto nel 2008 e posto in liquidazione dalla Giunta Regionale di Centro Destra di cui lo statista faceva parte.

Molti progetti imprenditoriali nati a a Macomer e nel resto del Marghine in campagna elettorale sono risultati "non finanziabili" dal Bic Sardegna. Tra i pochi progetti andati in porto quello del Consorzio, sciolto, che presenta il progetto per costruire un nuovo inceneritore.

Insomma pochi progetti si salvano dopo un iter lunghissimo e, quello che in base alla legge sulla liquidazione era sicuramente non finanziabile, salta tutte le lunghezze della burocrazia e il potere politico della Regione gli assegna più della metà dei fondi a disposizione.

 

Il copione è sempre lo stesso, Parole, parole, parole...

Occorre individuare un colpevole e partire con la Lunga Marcia.

 

Fine della Prima puntata.

 

Movimento 5 Stelle di Macomer

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