MACOMER. Sondaggi pre-elettorali e giornale locale: chi pagò il conto? L'interpellanza del Consigliere Ledda

29/04/2015
Attualità
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MACOMER. Di oggi la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati per presunto uso illecito dei Fondi destinati ai Gruppi in Consiglio Regionale di Paolo Maninchedda, attuale Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Sardegna. 

Di una settimana fa l'interpellanza presentata dal Consigliere di Minoranza Giuseppe Ledda, relativa, tra l'altro, proprio al sondaggio pre-elettorale eseguito a Macomer nel 2008, che sarebbe al centro delle indagini della Procura di Cagliari.
Di seguito, pubblichiamo l'interrogazione integrale del Consigliere Ledda. 

Al Signor
SINDACO DI MACOMER
Le rivolgo la presente interpellanza, concernente vicende del recente passato politico della città e di questa istituzione, in quanto ritengo che tra le sue tante funzioni, il Consiglio comunale abbia anche un importante ruolo di garanzia e di controllo sul pieno rispetto delle regole democratiche, sulla linearità e trasparenza dei comportamenti politici, sul fatto che le campagne elettorali in generale e quelle per concorrere al governo della Città in particolare, si svolgano secondo criteri di leale competizione e pari opportunità tra le forze concorrenti. 

Nello specifico, prendo a riferimento le notizie apparse di recente sulla stampa regionale, dalle quali è emerso che l’inchiesta giudiziaria in corso a Cagliari sull’uso distorto dei fondi a disposizione dei Gruppi politici in Consiglio regionale ha acquisito una sua diramazione macomerese, coinvolgendo una fase cruciale della politica cittadina – quella delle elezioni amministrative del 2008 – ricca di implicazioni anche a livello regionale, in quanto essa notoriamente costituì la prova generale di un’operazione dai connotati palesemente trasformistici, volta a riportare il centro destra al governo della Regione, di cui uno dei principali protagonisti fu l’on.le Maninchedda.

In preparazione delle elezioni comunali del 2008, venne svolto in Città un sondaggio pre-elettorale, col quale attraverso una società specializzata vennero interpellati telefonicamente centinaia di cittadini sull’esperienza di governo precedente e sulle possibili candidature a sindaco. E fin qui niente di male, in quanto si sa che i sondaggi – per quanto costosi – sono uno strumento utile e legittimo di fronte a scadenze politiche importanti.

Dal processo in corso a Cagliari relativo ai fondi gestiti dal Gruppo consiliare regionale FAS – Federalisti ed autonomisti Sardi, al quale aderiva anche l’on.le Maninchedda dopo la sua fuoriuscita da Progetto Sardegna di Soru e prima del suo ingresso del PSDAZ – è emerso che un sondaggio eseguito a Macomer prima delle elezioni amministrative del 2008, dal costo di 7.200 euro, venne pagato appunto con i fondi del Gruppo consiliare FAS.

Sempre sulla stampa sono inoltre apparse le dichiarazioni del sindaco Uda eletto in quella circostanza, che parrebbero delineare uno svolgimento diverso dei fatti, in quanto l’ex Sindaco afferma di aver pagato di tasca propria una parte delle spese sostenute per un sondaggio e che analogamente avrebbero fatto altre persone.

A prescindere dal fatto che in ciò possano configurarsi aspetti penali, sui quali spetterà alla Magistratura fare le opportune verifiche, è del tutto evidente che siamo in presenza di fatti e comportamenti che assumono un importante rilievo politico ed etico che dovrebbe spingere a chiarirne meglio i contorni tutti i soggetti che in quelle vicende hanno avuto parte attiva e che in gran parte oggi siedono tra i banchi di questo Consiglio.

Credo sia importante sapere quali altre persone, oltre al Sindaco UDA, contribuirono a sostenere le spese del sondaggio, anche per poter verificare se in seguito tali persone possano avere goduto di ricadute positive dall’esito di quelle elezioni comunali.

Inoltre, è ben noto a tutti che anche in preparazione delle ultime elezioni comunali del 2013, esattamente nella primavera del 2012, venne effettuato in Città un altro sondaggio pre-elettorale. E’ più che legittimo chiedersi chi ne sostenne i costi, se furono soggetti privati a pagarlo e se anche in questo caso si fece ricorso a fondi pubblici.

Ritornando alla campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2008, è risaputo che nella fase preparativa della stessa ebbe un ruolo importante la pubblicazione per diversi anni di un periodico a diffusione locale (di cui era direttore responsabile l’on.le Paolo Maninchedda) dai contenuti molto severi – spesso sprezzanti ed offensivi – nei confronti degli amministratori comunali del periodo.

Risfogliando oggi alcuni numeri di tale periodico, balza all’occhio un elemento che forse precedentemente era passato inosservato: la presenza all’interno del giornale di inserti pubblicitari del FAS e dei Federalisti Sardi. Credo che chi è stato coinvolto in quell’esperienza debba chiarire se per caso anche quella pubblicazione sia stata in tutto o in parte pagata con risorse del Consiglio Regionale e se quindi fondi pubblici siano stati utilizzati per finanziare la campagna elettorale , fatto – ove verificato – quanto mai censurabile sul piano dell’etica politica.

Nel pregarla di iscrivere la presente interpellanza nell’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio comunale, porgo cordiali saluti.
Giuseppe Ledda
Consigliere comunale

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