BORORE. Riceviamo e pubblichiamo integralmente la ricostruzione dell'operazione condotta dalle Forze dell'Ordine che ha portato all'arresto di una donna per spaccio di droga e al deferimento in stato di libertà di un'altra giovane donna per il reato di resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale.
Recentemente, la zona del Marghine è stata interessata da una maggiore implementazione degli specifici servizi finalizzati alla prevenzione ed al contrasto del traffico illecito di sostanze stupefacenti; nell’ambito di tale attività risultano particolarmente impegnati i Militari del Nucleo Operativo della Compagnia CC. di Macomer che, in simbiosi con i Colleghi delle Stazioni CC. del Marghine e della Planargia, hanno raccolto numerose informazioni per ricostruire la rete clandestina che si occupa dello smercio delle droghe.
L’attività investigativa si è focalizzata sul territorio del Comune di Borore ove, anche da poco, sono stati eseguiti alcuni arresti e sono state sequestrate decine di chili di cannabis essiccata; proprio tale rinvenimento aveva suggerito l’attuazione di altre specifiche indagini.
Nel pomeriggio del 1° Agosto scorso, dette investigazioni si focalizzavano su una donna residente a Borore – D.M., casalinga 50enne – che spostandosi tra i vari centri del Marghine (maggiormente tra Borore, Birori e Macomer) aveva avviato una proficua attività di spaccio al dettaglio di marijuana; accertato il coinvolgimento della predetta persona, i Militari del N.O.R.M. di Macomer – sinergicamente coadiuvati dai Colleghi di Borore – iniziavano alcuni discreti pedinamenti nella speranza di poter sorprendere in flagranza la D.M. la quale, evidentemente molto attenta, si spostava in continuazione per evitare i controlli da parte delle Forze dell’Ordine.
Nonostante le cautele attuate e le difficoltà imposte dal luogo scelto per lo scambio (una parte del centro abitato con ampia visuale), la predetta veniva seguita costantemente fino a quando si recava presso la zona della stazione ferroviaria di Borore ove, poco distanti – tra la vegetazione – erano appostati lo scrivente ed altri Militari dell’Arma, in attesa di poter monitorare – in diretta – una cessione di droga; infatti, dopo qualche minuto, sopraggiungeva una ragazza a bordo di una bicicletta che si avvicinava alla conducente della vettura in attesa e, dopo pochi convenevoli, prima di allontanarsi, ritirava due piccoli involucri di carta d’alluminio.
Tale movimento non sfuggiva però ai Carabinieri appostati tra le piante del giardino adiacente al luogo dello scambio che, fulmineamente, intervenivano e bloccavano subito la giovane che si stava allontanando in bicicletta e che, vistasi scoperta, cercava di disfarsi di quanto aveva acquistato poco prima; la ragazza – L.M., disoccupata 20enne – andava in escandescenza e subito inveiva contro i Militari intervenuti i quali, già in passato, avevano proceduto nei suoi confronti segnalandola quale assuntrice di stupefacenti.
Nonostante la presenza di più Militari, la ragazza non accennava a calmarsi ed in più occasioni si divincolava per sottrarsi al controllo di polizia in atto, rifiutando addirittura il trasporto in caserma con il mezzo di servizio; dopo le reiterate insistenze ed avendo compreso che la ragazza non accennava a calmarsi, gli operanti si vedevano obbligati ad intervenire in maniera più energica e la costringevano a salire a bordo dell’autovettura militare che la conduceva presso il Comando di Borore.
Nel medesimo frangente, proprio l’autopattuglia di quel Comando Stazione CC. intercettava la D.M. che aveva cercato di allontanarsi e la conduceva presso i propri uffici; subito perquisita la donna consegnava altre dosi di marijuana che custodiva sulla propria persona e che erano già confezionate per lo spaccio al dettaglio.
La successiva perquisizione in casa permetteva il rinvenimento di quasi 100 grammi di cannabis essiccata e pronta allo smercio, un bilancino elettronico di precisione ed un’ingente somma di denaro contante in banconote di piccolo e medio taglio quale provento del consolidato mercimonio; considerato quanto rinvenuto, tenuto conto della cessione a cui i Militari avevano assistito, la D.M. veniva dichiarata in stato d’arresto nella flagranza del reato di spaccio e tradotta presso il proprio domicilio in attesa delle determinazioni del Giudice, mentre la L.M. veniva deferita in stato di libertà per il reato di resistenza ed oltraggio ad un Pubblico Ufficiale nell’espletamento delle sue funzioni.
Nella mattinata di oggi, il G.I.P. del Tribunale di Oristano – dopo aver valutato tutte le circostanze relative ai fatti – convalidava l’arresto e disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari.