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Cosa fa più danno ad un territorio un inceneritore o la propaganda allarmistica dei "no a tutto"? di Michele Pinna

| di Prof. Michele Pinna, Università degli Studi di Sassari
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Riceviamo e pubblichiamo un contributo alla discussione sul caso "incenertitore di Macomer" del Prof. Michele Pinna.

Il sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu, a seguito di una delibera di giunta, da mandato ad un legale per verificare ove sussistano danni all'immagine del Comune di Macomer e del suo territorio, dinanzi alla martellante ed incalzante azione di propaganda dei comitati, costituitisi contro la presenza dell'inceneritore di "Tossilo". La delibera, considerata la primaria vocazione agropastorale del territorio e della sua economia legata principalmente alla produzione di latte, carne, formaggi, ed altri beni agroalimentari, paventa la preoccupazione che una propaganda di difesa ambientale mirante ad additare, senza fondati motivi, l'impianto di smaltimento dei rifiuti che opera nella zona "Tossilo", come un impianto fortemente dannoso per la salute dei cittadini della zona e del suo ambiente naturale.

Io da cittadino, da uomo della strada, persino da confinante dell'area incriminata, per il fatto che sono goceanino e in Goceano ho motivo di andarci spesso, di passarci ed anche di soggiornarvi d'estate e d'inverno, in primavera e in autunno, francamente devo dire che, al di fuori di certo allarmismo mediatico e di certi social di parte (legittime anche le parti e le partigianerie) tutto questo disastro ambientale, proprio in quella zona non ce lo vedo, ne riesco a percepirvelo. Non sono un medico, non sono uno scienziato, non sono un biologo né un chimico, solo un modesto osservatore che apprezza i colori delle vallate luminose, dei mandorli e dei ciliegi in fiore, della luce argentea tipica proprio dei luoghi pressochè incontaminati, e degli odori profumati che vengono su dalle essenze e dalle piante in risveglio primaverile; ma se vedo e percepisco con i miei sensi colori e profumi di questo genere è proprio nella zona del Marghine-Goceano dove vado a rigenerare la mia voglia di vivere e la mia voglia di esistere.

La delibera del sindaco Succu suona per me come una speranza, come un antidotto all'angoscia che mi assale quando sento le voci bolgiastiche di queste vittime del contrappasso terreno, che le condanna ad una perenne vocazione distruzionista ed autolesionista, che sembrano dirmi "tu sei un imbecille in quanto non ti rendi conto che vivi nella merda, che vivi nelle scorie che distruggeranno la tua esistenza". 

Tutto inquina. Inquinano le automobili, inquineranno i pannelli solari quando dovremo smaltirli, inquinano le pale eoliche perchè deturpano il paesaggio; inquinano alla stessa maniera i cavi e i pali dell' ENEL che conducono l'energia elettrica nelle aziende, inquinano i rumori delle bottiglie che vengono gettate a valanga nei cassonetti adiacenti i locali pubblici e la notte o durante la pennica pomeridiana ci fanno svegliare di soprassalto come se sotto le nostre case ci fossero batterie di mitragliattrici. Inquinano persino le nostre presenze olezzose di deodoranti e di lavande di ogni genere, e i nostri corpi che occupano, spesso spazi superflui. In questa direzione dovremmo essere ogni giorni in piazza o a picchettare luoghi ritenuti a rischio. Ed allo stesso tempo ogni attività dovrebbe cessare. Tutto dovrebbe ritornare ai ritmi naturali e primari della innocente società contadina dove ogni cosa, ogni evento umano e vivente era retto dal sovrano alternarsi del giorno e della notte, del buio e della luce, della fame e della sazietà.

Forse l'Occidente postindustriale ha bisogno di una nuova grande robinsonata? Per quanto sia un sognatore e mi piaccia sognare, non mi lascio prendere la mano dal desiderio di perseguire orizzonti che mi appaiono surreali.

Realisticamente un fondato motivo per dichiarare la zona di "Tossilo" fuori legge e fuori norma sarebbero documenti probanti circa il suo cattivo funzionamento che al momento mi risulta non ci siano e non ho alcun motivo, fino a prova contraria, per ritenere i documenti a disposizione dei sindacati e degli amministratori del territorio nonchè delle autorità sanitarie di vigilanza, privi di fondamento. Non è da escludere che il futuro possa vedere altre soluzioni di smaltimento, più moderne, più economiche, più e più... all'infinito e che, verosimilmente, con il consenso di tutti potranno essere ipotizzate e programmate, senza traumi e senza creare allarmismi inutili. Mi auguro così di poter godere ancora a lungo della luce, dei profumi e dei colori che mi avvolgono quando attraverso quelle vallate meravigliose.

A chent'annos siat cun saludu e allegria.

Prof. Michele Pinna, Università degli Studi di Sassari

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