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Moria di Api nel giorno del 1° Maggio: cosa è successo a Macomer?

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Macomer. Aveva controllato le sue api, posizionate in un terreno in territorio di Birori e a due passi da Tossilo, il pomeriggio del 30 di Aprile e tutto era normale e procedeva per il meglio.

Il giorno successivo però, il 1° di Maggio, quando al mattino è tornato sul posto si è ritrovato davanti al peggio: le api erano morte o in agonia.

A denunciare sui social quanto accaduto nella sua azienda apistica, invitando i colleghi della zona a verificare lo stato di salute dei propri allevamenti, è stato l'apicoltore macomerese Salvatore Deriu.

A morire, probabilmente per una intossicazione, sono state le api bottinatrici, ossia le api adulte che si occupano della raccolta del cibo, quelle cioè che lasciano l'alveare per andare a prendere il polline ed il nettare.

Significa che le api, uscite dall'arnia per svolgere il loro lavoro, si sono imbattute in qualcosa che le ha uccise.

Il signor Deriu, proprietario di 10 famiglie, ha subito un bel danno: ogni alveare è composto in questo periodo da 70 a 90 mila esemplari, di cui circa 30 mila sono api bottinatrici, dette anche api operaie. Di queste ultime, in poche si sono salvate. Complessivamente l'apicoltore avrebbe perso circa 300 mila api.

L'uomo, constatato l'accaduto, ha immediatamente allertato la Guardia Forestale e la Asl: quest'ultima, intervenuta attraverso un veterinario nel pomeriggio di ieri, ha prelevato alcuni campioni che verranno analizzati presso l'istituto zooprofilattico di Sassari per cercare di ricostruire le cause dell'intossicazione.

L'improvvisa moria di api denunciata dall'apicoltore macomerese sembrerebbe però non essere l'unica verificatasi nella zona in questi ultimi giorni: tra i diversi casi, se ne registrerebbe anche uno tra Birori e Bortigali.

Qualcosa è dunque accaduto nella zona attorno a Tossilo, ma cosa?

Le api sono sentinelle delle condizioni ambientali e sensibili agli effetti dell'inquinamento determinato dall'attività dell'uomo: l'utilizzo di certi pesticidi in agricoltura, per esempio, è stato recentemente vietato dall'Unione Europea in quanto ritenuto estremamente dannoso proprio per le api, che svolgono tra l'altro l'importante ruolo di impollinare circa il 71% delle colture che forniscono prodotti alimentari in tutto il mondo.

Se l'utilizzo di insetticidi non è da sottovalutare anche nel caso in questione, non si può trascurare neppure il fatto che nella notte tra i 30 Aprile e il 1° Maggio presso l'impianto di trattamento dei rifiuti gestito dalla Tossilo S.p.A. sia scoppiato un incendio: le fiamme hanno interessato il reparto nel quale si produce il compost e a bruciare sarebbe stato sia il materiale organico contenuto al suo interno, sia il nastro trasportatore utilizzato nel ciclo lavorativo. I fumi sprigionati dall'incendio si sono dispersi ovviamente nel territorio circostante.

«Le mie arnie sono a 500 metri di distanza in linea d'aria dall'impianto di Tossilo – ci dice Salvatore Deriu – ora voglio andare fino in fondo e fare luce su quanto accaduto, per capire se la moria di api è legata all'incendio sviluppatosi a Tossilo oppure all'utilizzo di pesticidi e sostanze dannose».

La necessità di fare chiarezza sull'accaduto dovrebbe probabilmente essere un bisogno non solo di chi ha avuto una perdita personale, ma anche dell'intera collettività, visto che la morte di api bottinatrici registratasi in diversi allevamenti attorno a Macomer sembrerebbe di fatto una spia di qualcosa che evidentemente crea o ha creato un problema di tipo ambientale.

A non nascondere una certa comprensibile preoccupazione sono gli apicoltori locali: «appena ho saputo dell'accaduto nella zona di Macomer – ci dice uno di loro – anche se mi trovo distante territorialmente, sono corso in piena notte e sotto la pioggia a controllare le arnie. Questo è un periodo importantissimo per la produzione e un danno di quel tipo sarebbe un disastro».

Nel frattempo, il Sindaco di Macomer Antonio Succu ha preso carta e penna e ha scritto all'Amministratore Unico della Tossilo S.p.A. e Direttore del Consorzio Industriale di Macomer Mario Rubattu per chiedere formalmente una relazione dettagliata su quanto accaduto la notte tra il 30 Aprile e il 1° Maggio e sulla reale dimensione dei danni, ma anche per sollecitare il coinvolgimento di Arpa Sardegna, Istituto Zooprofilattico, ASSL di Nuoro -Ats anche attraverso i suoi servizi veterinari, al fine di verificare se l'incendio abbia causato danni ambientali al territorio, alle persone e agli animali.

IlMarghine.net seguirà l'evoluzione della vicenda nella speranza che si possa capire cosa è accaduto nella zona attorno a Macomer nei giorni scorsi.

In alto, alcune foto delle api morte. 

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