Il Welfare Aziendale a sostegno dell'economia del territorio: l'esempio della coop macomerese Luoghi Comuni

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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La Presidente di Luoghi Comuni Rossana Salis

 

MACOMER. Tempi difficili per l'economia. L'emergenza Coronavirus, oltre ad aver scardinato il sistema sanitario e averne fatto emergere tutte le sue fragilità, ha aperto una nuova crisi dagli effetti incalcolabili che sta mettendo alla prova la tenuta stessa della piccola imprenditorialità locale.

Ripensare e riorganizzare le reti a sostegno dello sviluppo del territorio è ora più che mai urgente ed essenziale.

Da Macomer arriva l'esempio di una buona pratica che, se estesa ed applicata in maniera organizzata, potrebbe contribuire ad avviare dal basso un piano di sostegno alle attività economiche.

A raccontare quello che è un esperimento che si appresta a consolidarsi nel secondo anno di applicazione è Rossana Salis, Presidente della cooperativa macomerese Luoghi Comuni che, tra Birori e Macomer, eroga servizi essenziali per minori e donne con minori.

Lo strumento che funge da chiave di volta è il Welfare Aziendale di secondo livello.

Si tratta della possibilità, in capo al datore di lavoro, di erogare i premi di produzione, solitamente riconosciuti ai dipendenti in denaro, sotto forma di benefits.

Dentro questo nuovo spazio, aperto dalle recenti normative in materia, la cooperativa Luoghi Comuni ha intravisto l'opportunità di dar vita ad un vero e proprio circuito virtuoso che ha nella rivitalizzazione e nel sostegno al tessuto economico locale la sua ripercussione positiva naturale.

L'idea – ci racconta Rossana Salis – è quella di puntare su un meccanismo che mette in relazione il benessere del lavoratore, l'interesse dell'impresa e la creazione di una rete a sostegno dello sviluppo del territorio. Come? Con una modalità che è conveniente per tutti! Per l'impresa, che con l'utilizzo del Welfare Aziendale usufruisce di detrazioni fiscali e previdenziali, per il lavoratore, che ha una maggiore disponibilità economica e, da ultimo ma non secondariamente, per la realtà economica territoriale direttamente interessata, che fornisce i servizi richiesti”.

COME FUNZIONA il WELFARE AZIENDALE. “Il datore di lavoro decide di erogare i premi di produzione in welfare e questo consente al dipendente di avere una sorta di portafogli su una piattaforma dedicata attraverso cui accedere ad una serie di benefits – spiega Rossana Salis - Il ventaglio di opzioni è vasto ed include servizi che soddisfano, oltre ai bisogni primari, quelli che possiamo definire «desideri dei lavoratori», gli stessi che spesso, per scelta o per necessità, sono trascurati dagli stessi dipendenti. Si va quindi dal classico buono spesa al pagamento della rata per l'asilo nido o della badante per gli anziani genitori e si arriva fino ai centri estivi per i ragazzi, alle sedute per la cura della persona, inclusi i massaggi per esempio, fino ai viaggi di piacere.

La piattaforma non è legata alle convenzioni standard – specifica la presidente Salis – e questo significa che ciascun lavoratore può scegliere il suo supermercato, dentista o estetista di fiducia. Su questa elasticità nella scelta del fornitore s'innesca un meccanismo economico che, ora più che mai, può realizzare una vera rete di sviluppo locale, perché il lavoratore solitamente sceglie di spendere quel benefit sul territorio nel quale vive. Il sistema, nella sua applicazione pratica, determina quindi una ricaduta immediata sul sistema dei servizi offerti a livello locale e, se applicato da un ampio numero di aziende, finisce per creare un circuito virtuoso che agisce ed influisce sul tessuto produttivo”.

L'intuizione della cooperativa Luoghi Comuni di Macomer sembra avere in effetti ricadute positive e, come racconta la stessa Presidente, la formula di erogazione in servizi del premio di produzione riconosciuto a ciascun dipendente pare aver superato la prova degli stessi lavoratori: “la nostra cooperativa ha iniziato ad erogare Welfare aziendale dal maggio dello scorso anno. Per farlo ci siamo rivolti ad esperti del settore, affidandoci alla piattaforma TreCuori. Inizialmente in effetti abbiamo registrato qualche perplessità, perché il dipendente di solito preferisce ricevere il premio di produzione in denaro, poi però è scattato un meccanismo nuovo che ha aperto ai nostri collaboratori un mondo di possibilità. Un esempio? Chi non riusciva ad organizzarsi per viaggio di piacere, perché di solito nell'economia domestica si ragiona per priorità, finalmente lo ha fatto! La scelta ora è a disposizione con un clic e della prenotazione e del pagamento, fatta nell'agenzia di viaggio del territorio, se ne occupa direttamente la piattaforma”.

Insomma, il concetto di “benessere” del lavoratore torna ad essere il punto centrale, ma le ripercussioni positive “contagiano” positivamente anche il territorio circostante creando una connessione che è, alla fine, un'azione vera e propria di sviluppo locale. 

Giulia Serra

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