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Forum su sanità territoriale

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La sanità territoriale ha di recente registrato due eventi positivi, come l’inaugurazione della  nuova dialisi e l’aggiudicazione della gara d’appalto per la RSA; eventi che devono servire per una riflessione più ampia sulla situazione del distretto sanitario del Marghine, sottraendoli al tentativo abbastanza smaccato di utilizzarli per finalità propagandistiche sia da parte del Sindaco di Macomer (già commissario straordinario della ASL) che dell’attuale  direttore generale della ASL di Nuoro.

Si tratta dei due principali responsabili dei ritardi, del depotenziamento dei servizi sanitari territoriali e della cancellazione di ogni forma di autonomia del Distretto, registratisi nel corso di questi anni, come dimostrano le vicende che hanno coinvolto e tuttora coinvolgono le principali attività svolte nel presidio sanitario di Macomer (dalla Riabilitazione, all’Oncologia, al Laboratorio, all’Endocrinologia, alla Radiologia).

A proposito dei ritardi, non si può sottacere che tutti gli interventi giunti a realizzazione oggi sono frutto dei finanziamenti disposti già dal 2007 dalla Giunta guidata da Renato Soru con l’assessore alla sanità Dirindin, come nel caso della RSA e degli altri interventi (nuova dialisi ed ampliamento della Riabilitazione) programmati attraverso lo strumento del project financing.

E’ uno scandalo che ci siano voluti 7 anni per appaltare la RSA, oltre che un grave danno erariale per la svalutazione dei finanziamenti disponibili. Pur di mascherare le proprie pesanti responsabilità su questi ritardi, il Sindaco Succu accampa scuse prive di fondamento, come quando sostiene che l’appalto è stato reso possibile dall’aumento da 40 a 60 posti letto che la Giunta Cappellacci avrebbe autorizzato su suo suggerimento. In realtà l’appalto è avvenuto sulla base dei 40 posti letto inizialmente previsti ed i ritardi nella sua attuazione costituiscono una delle pagine più oscure e negative della gestione della sanità da parte dei sardisti (ora sovranisti) e del centro destra.

È risaputo che quell’area politica ed in particolare l’on.le Maninchedda come consigliere regionale sardista e Succu nel suo ruolo di commissario straordinario della ASL di Nuoro, hanno frapposto pesanti intralci all’attuazione del project financing, ritardando non tanto gli interventi sul potenziamento dell’Ospedale San Francesco, ma soprattutto gli interventi previsti nelle strutture territoriali, tra cui Macomer.

In realtà gli attuali sovranisti e centrodestra hanno lavorato all’unisono per fare della ASL di Nuoro una gigantesca macchina di potere, operando talvolta ai limiti della legalità, come dimostra la stessa nomina dell’attuale direttore generale della Asl di Nuoro. Infatti, in base alla   norma di legge che prevede l’incompatibilità di tale carica con lo status di dipendente della ASL stessa, il Dr. Soru non poteva essere nominato direttore generale della ASL di Nuoro. La sua nomina è stata  resa possibile da una serie di sotterfugi (in altre Regioni fatti analoghi hanno dato luogo ad inchieste giudiziarie) che hanno coinvolto il centrodestra nuorese e regionale e l’area oggi sovranista. In meno di 24 ore, per poter nominare il Dr Soru direttore generale della ASL e contestualmente trasferire il sovranista Dr. Meloni da Nuoro ad Oristano, sono stati adottati i seguenti atti:
·         in data 31.3.2011 il Dr. Soru, fino ad allora dipendente della ASL di Nuoro faceva domanda  alla ASL di Lanusei di potervisi trasferire come dirigente medico di ortopedia e traumatologia;

·         nello stesso giorno il commissario straordinario della ASL di Lanusei con deliberazione n. 79/C del 31.03.2011 esprimeva il proprio assenso alla domanda di trasferimento dalla ASL di Nuoro;

·         sempre nello stesso giorno il Commissario straordinario della ASL di Nuoro Dr. Mariano Meloni, preso atto della richiesta di trasferimento pervenuta al protocollo aziendale in data 31.3.2011, concedeva il nulla osta con deliberazione n. 406 del 31.3.2011;

·         sempre nello stesso giorno, la Giunta regionale con deliberazioni n. 17/5  e 17/7 del 31.3.2011, nominava il Dr. Soru direttore generale della ASL di Nuoro ed il Dr. Meloni direttore generale della ASL di Oristano.


Pensiamo che di fronte alla gravità di questi fatti, l’attuale Giunta regionale non dovrebbe avere il minimo dubbio nel disporre la revoca immediata dagli incarichi nelle ASL delle persone coinvolte, anche se temiamo che la presenza in maggioranza e Giunta del Partito dei Sardi costituisca un pesante freno verso l’adozione di atti dovuti ed inevitabili. Ci chiediamo inoltre come il Presidente Pigliaru e l’Assessore Arru possano tollerare che il Direttore generale della ASL di Nuoro sia l’unico in Sardegna a non aver ottemperato alla deliberazione della giunta regionale n. 28/17 del 17 luglio 2014 con la quale si chiedeva ai managers sanitari la sospensione dell’efficacia degli atti aziendali precedentemente adottati e di attenersi all’ordinaria amministrazione, in attesa dei provvedimenti di riforma che il Consiglio e la Giunta regionale stanno esaminando in questo periodo.

L’atto aziendale per la ASL nuorese adottato dal direttore generale Soru, tra le altre cose penalizza pesantemente i distretti sanitari territoriali, incluso quello del Marghine, con la cancellazione della Struttura complessa di Riabilitazione e perfino delle strutture semplici, riducendo i servizi dislocati a Macomer - dalla Riabilitazione, al Laboratorio, alla Farmacia, alla Radiologia, alla Dialisi, al Consultorio – a mere appendici delle strutture ospedaliere nuoresi.

Il caso più clamoroso è costituito dalla Riabilitazione, che in base alle direttive dell’Assessore regionale alla Sanità Dirindin, aveva attivato a partire dal 2007 i primi posti letto, operando come  struttura complessa, dotata di larga autonomia e centro di riferimento per l’intera ASL; funzioni che i provvedimenti del direttore generale  Soru hanno invece attribuito allo Zonchello di Nuoro. Tutto questo è avvenuto con il colpevole silenzio del Sindaco Succu che – da Presidente dell’assemblea dei Sindaci del Distretto – non ha mosso un dito per contrastare il piano depotenziamento dei strutture territoriali portato avanti dal manager della ASL.

Noi riteniamo che la Giunta regionale debba smantellare questo piano, anche alla luce della scelta condivisibile di rafforzare  i servizi nel territorio. In particolare riteniamo che alla Riabilitazione di Macomer  debba essere restituito il ruolo originario, anche in considerazione del fatto che sono in fase di completamento gli interventi previsti dal project financing per il completamento del 4° e 5° piano della struttura di Macomer da destinare ai servizi riabilitativi, con l’aumento dei posti letto.    

  Riteniamo inoltre che dall’assessorato alla Sanità debba essere compiuta una accurata verifica nelle ASL di Nuoro ed Oristano sulle assunzioni in generale ed in modo specifico su quelle disposte con il ricorso alle agenzie interinali, per verificare se le scelte siano state sempre motivate e trasparenti o vi sano state interferenze politiche, in particolare in prossimità delle le varie scadenze elettorali.

E’ questa del reclutamento del personale un materia estremamente delicata, dal punto di vista della democrazia, dell’’equità e della trasparenza, considerata la gravissima crisi occupazionale ed il rischio di un uso clientelare delle opportunità di lavoro. Per questo riteniamo che anche nella sanità pubblica debbano essere messe al bando le forme di assunzione che consentono la discrezionalità, rendendo obbligatorio il ricorso alle graduatorie predisposte dai servizi pubblici per l’impiego. Pensiamo che solo con un netto taglio con i metodi del passato la presidenza Pigliaru possa dare quei segnali concreti di rinnovamento sostanziale che gli elettori di centrosinistra attendono. 
 

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