Migranti, Cpr a Macomer: il Sindaco Succu apre al Referendum, il Movimento Cristiano parla di “residui di galere africane”, Ledda bolla la “detenzione amministrativa” come un'invenzione giuridica priva di riscontro

| di Giulia Serra
| Categoria: Politica
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MACOMER. Che l'intenzione di aprire un Centro per il Rimpatrio dei Migranti presso l'ex Carcere di Macomer sarebbe stata una decisione divisiva era ampiamente prevedibile, visto che il Tema Migranti sembra essere divenuto negli ultimi anni anche in Sardegna più rilevante di quello del Lavoro, della Salute Pubblica o del futuro di una intera generazione di giovani.

Se nell'incontro tenutosi Lunedì a Cagliari il Sindaco di Macomer ha incassato tutte le rassicurazioni da parte del Ministero, ottenendo per esempio certezza sulla natura della struttura ( che sarà detentiva e dalla quale quindi gli ospiti non potranno assolutamente uscire ), gli animi a Macomer continuano a restare caldi.

Anche il Presidente del Movimento Cristiano Forza Popolare Marcello Orrù è tornato sulla questione, scrivendo un Comunicato Stampa dai toni decisamente forti nel quale si parla di “scaricare nel Marghine i residui delle galere africane” e si accusa la Giunta Regionale della Sardegna di aver “trasformato le nostre città in maleodoranti bivacchi a cielo aperto” e si fa riferimento ad “aggressioni, scippi e violenze ad opera di immigrati”.

A tal proposito, a fronte anche della campagna elettorale che accompagnerà Macomer verso le Elezioni Amministrative del 2018 ed intuendo che la Questione Migranti è e sarà un campo di battaglia estremo, informiamo che la Redazione de IlMarghine.net ha deciso di non pubblicare sul proprio sito i contributi politici contenenti un linguaggio discriminatorio ed improprio, tesi per lo più ad identificare in modo generico come “criminale” chi scappa dalla propria terra e senza alcun rispetto della dignità umana.

Torniamo all'ex Carcere di Macomer ed al suo futuro: il Sindaco Antonio Succu ha in tutte le sedi possibili difeso la scelta di trasformare quella struttura chiusa da anni in un Centro per il Rimpatrio, sottolineando l'importanza di ridare una nuova possibilità di utilizzo e di creare un indotto di posti di lavoro di cui Macomer ha bisogno, ottenendo dal Ministero dell'Interno tutte le garanzie di sicurezza.

Le Minoranze Consiliari hanno però una posizione diametralmente opposta: se per quanto riguarda la Micro Accoglienza hanno scelto di votare insieme alla Maggioranza a favore dell'adesione alla Rete Sprar, sul Centro per Rimpatri nell'ex Carcere la loro opposizione è netta ed alla fine hanno chiesto che sulla questione si faccia un Referendum Consultivo che consenta ai cittadini di esprimere la propria opinione.

Una richiesta alla quale il Primo Cittadino sembra non volersi opporre: “non sono contrario al referendum sul Centro Permanenza e Rimpatrio Migranti ha dichiarato ieri Antonio Succu - chiederò formalmente al Prefetto di Nuoro di esprimersi sull'ammissibilità della richiesta dei consiglieri di minoranza. Lo farò nonostante le rassicurazioni ricevute durante l'incontro del 16 Ottobre presso la Prefettura di Cagliari. Al quesito specifico se il CPR possa essere considerato o no una struttura di detenzione – prosegue il Sindaco - l'alto Rappresentante del Ministero dell'Interno ha risposto che si tratta di una struttura detentiva vera e propria, da cui i migranti ospiti non possono uscire, tanto che, oltre alla vigilanza interna ed esterna è previsto un sistema di videoconferenza che sarà utilizzato dai funzionari competenti per gli adempimenti burocratici. Inoltre ci è stato assicurato che al termine della procedura i Migranti espulsi dal CPR verranno scortati dalle forze di Polizia fino al mezzo di trasporto che li riporterà nel loro paese d'origine”.

Informazioni e rassicurazioni che non hanno convinto il Consigliere di Minoranza Giuseppe Ledda, che interviene pubblicamente esprimendo dubbi sia sull'effettiva apertura del Sindaco verso il Referendum, sia sulla “detenzione amministrativa”, una formula che definisce ambigua e priva di riscontro giuridico, e ribadendo la necessità di una convocazione urgente del Consiglio:

Credo sia quanto mai urgente la convocazione del Consiglio comunale per deliberare sull’indizione del referendum consultivo sul C.P.R. che il Sindaco e  Giunta regionale vorrebbero realizzare nell’ex carcere, nonostante la localizzazione nella ns. Città non risponda ai criteri del Decreto Orlando-Minniti e sia in tutta evidenza una soluzione di ripiego, conseguente al rifiuto di altri Comuni di ospitare la struttura. Già questo dovrebbe costituire oggetto di riflessione: se è tutto rose e fiori, come vorrebbe fra credere il Sindaco, perché altri Comuni più idonei di Macomer hanno  espresso la loro  ferma opposizione ad ospitare il C.P.R., rinunciando a generose promesse di investimenti e ricadute occupazionali?

Le garanzie sulla sicurezza e l’ordine pubblico fornite al Sindaco dai rappresentanti del Ministero, sono le stessa date in passato agli Amministratori dei vari Comuni italiani che hanno ospitato i Centri di Identificazione e Rimpatrio,  di cui i C.P.R. sono la riedizione. Le  drammatiche situazioni vissute in quelle realtà,  fanno capire come potrebbe andare a finire anche da noi. Anche perché  puntare tutto su un unico C.P.R. da 100 posti equivale alla pretesa svuotare con un cucchiaio il mare di oltre 5.000 Migranti già presenti in Sardegna, oltre a quelli che continuano ad arrivare.  La cosiddetta “detenzione amministrativa” dei migranti ospitati nel C.P.R. è solo un’invenzione giuridica piena di ambiguità e priva di riscontro nella legislazione italiana che giustamente disciplina in modo severo  qualsiasi limitazione della libertà personale. D’altra parte, se davvero è così semplice e rapido espellere i migranti che non hanno diritto all’accoglienza, perché non lo si fa già da ora, senza attendere l’apertura di un Centro che richiederà almeno un anno di lavori e milioni di euro di investimenti?

Ci fa piacere che il sindaco si dichiari fermo sostenitore degli strumenti di partecipazione democratica, come il referendum. Ci aspettiamo che sia conseguente e faccia in modo che il Consiglio possa quanto prima deliberare all’unanimità sulla sua indizione. Temiamo purtroppo che così non sia, altrimenti Succu, nell’incontro di Cagliari, pur confermando il suo noto entusiasmo per il C.P.R.,  avrebbe dovuto far correttamente presente  che la decisione ultima avrebbe tenuto conto della volontà popolare espressa attraverso il referendum. Invece ancora una volta a quel tavolo, sono state usate carte truccate, facendo credere che già il Consiglio comunale aveva deliberato favorevolmente sulla realizzazione del C.P.R. Ribadisco  che il Consiglio comunale non ha espresso alcun assenso, in quanto una proposta  presentata dal Sindaco al Consiglio comunale del 31.7.2017 che chiedeva di”pronunciarsi favorevolmente su un eventuale apertura di un Centro di Permanenza e Rimpatrio (C.P.R) a Macomer” non è stata accolta dal Consiglio che ha votato – con il consenso della sola Maggioranza –  soltanto di confermare  il mandato al sindaco per un confronto con il Ministero e le sue strutture locali.

Considero davvero stupefacente la dichiarazione del Sindaco di “chiedere il permesso” al Prefetto di poter consultare i cittadini su un tema di tale rilievo. Mentre i sovranisti sardi si riversano in massa in Catalogna per difendere il referendum sull’indipendenza rivendicata da quella Regione, a Macomer – dove i sovranisti esprimono il Sindaco, un consigliere regionale ed il loro presidente, nonché ex assessore regionale – essi compiono un inconcepibile gesto di servilismo e piaggeria nei confronti del Governo centrale, chiedendo al Prefetto l’autorizzazione ad indire un referendum consultivo previsto dallo statuto comunale che rappresenta lo strumento attraverso il quale il Comune esprime la propria autonomia istituzionale”.   

 

Giulia Serra

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