Macomer. Le Minoranze contro il CPR: "non è accoglienza". E bollano le promesse del Ministro come "campagna elettorale"

| di Giulia Serra
| Categoria: Politica
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MACOMER. “Il Cpr sarà una bomba sociale”: Riccardo Uda, ex sindaco di Macomer e attuale consigliere di minoranza, non ha dubbi sulle ripercussioni negative che l'apertura del Centro di Permanenza e Rimpatri presso l'ex carcere avrà sulla città.

Non sono bastate dunque le rassicurazioni profuse dal Ministro dell'Interno Marco Minniti durante l'incontro riservato tenutosi Giovedì a Nuoro con il Sindaco Antonio Succu per attenuare l'avversione al progetto dei 5 consiglieri di opposizione Rita Atzori, Federico Castori, Giuseppe Ledda, Peppino Pirisi e Riccardo Uda: «quella del Cpr non è accoglienza. Si mettono in carcere persone che non hanno commesso nessun reato e la cui unica colpa è di non aver diritto alla protezione internazionale – argomenta Uda parlando a nome di tutto il gruppo – chiuse in galera in attesa di rimpatrio ma senza che vi siano i relativi accordi internazionali. Il Sindaco è l'unico a parlare di carcerati, ma la normativa vigente utilizza il termine trattenimento che è cosa ben diversa».

Il consigliere esemplifica il concetto ipotizzando che un ospite lasci la struttura: «andrebbe incontro ad una sanzione pecuniaria – dice – ma se stiamo parlando di migranti economici, è chiaro che quella sanzione non ha alcun valore, perché se quell'ospite avesse del denaro non avrebbe mai lasciato il suo paese».

Entra anche nel merito della consistenza numerica l'ex sindaco, sottolineando che in principio si parlava di 80 ospiti, mentre oggi si è arrivati a 200, soffermandosi poi sugli aspetti più politici di tutta la vicenda: «Antonio Succu ha preso una decisione in maniera autonoma, non è stato costretto dal Ministero e non ha neppure informato il suo consiglio di aver candidato Macomer per ospitare il Cpr. Da una parte ha rigettato l'ipotesi del referendum consultivo per non consentire ai cittadini di esprimersi nel merito mentre dall'altra esaltava quello indipendentista della Catalogna».

E poi ancora un affondo sugli elogi del Ministro incassati dal Sindaco: «semplice se si tolgono le patate bollenti al Governo romano e ancor più anomalo che gli indipendentisti nostrani accettino gli elogi del rappresentante di quello Stato dal quale vorrebbero svincolarsi – ironizza Uda – prima il PdS ha tentato un accordo con il Partito Democratico per una poltrona al Senato della Repubblica, ora c'è un PD buono, quello nazionale, ed uno cattivo, quello regionale».

Sulle promesse fatte da Minniti, e in particolare sulla riapertura della caserma della Guardia di Finanza, la stroncatura è totale: «sono promesse fatte da un Ministro a scadenza che hanno il sapore della campagna elettorale. In ogni caso non si può dire che sia una vittoria della comunità macomerese perché il sindaco non ha combattuto per tenere aperta quella struttura, nonostante vi fosse un piano che avrebbe consentito di farlo con 300 mila euro».

La preoccupazione dei consiglieri di opposizione, infine, si proietta sul futuro immediato: «il sindaco sta impegnando sul Cpr l'intera comunità, che potrebbe ritrovarsi legata a questi accordi anche se, con le prossime amministrative di primavera, cambiasse la maggioranza che guida la città».

 

Giulia Serra

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