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Chi prende la bandiera in processione? Lo scontro tra due prioresse, la disputa all'esterno della Chiesa, l'arresto e la fuga di Don Giovanni Delitala: cronache da un altro secolo

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BOLOTANA.  Per gentile concessione dell'amico Antonio Masia, impegnato in un lavoro di ricerca e catalogazione delle sentenze storiche della Corte d'Assise di Sassari, pubblichiamo una vicenda accaduta a Bolotana nel 1830 che riguarda il nobile Don Giovanni Delitala, arrestato dopo i disordini scatenati da una disputa tra due prioresse. La materia del contendere? Chi dovesse precedere con la bandiera la processione per la festa di San Pietro.

"Il 29 giugno 1830 alle dieci di mattina, i carabinieri reali della luogotenenza di Bono, Stazione di Bolotana, arrestano Don Giovanni Delitala, accusato di “fomentare disordini con le loro solite prepotenze”,  nel tentativo di sollevare il popolato di Bolotana durante la processione per la festa di San Pietro.

Don Giovanni Delitala è accusato di aver spinto, nel piazzale antistante la Chiesa parrocchiale, il reggente ufficiale notaio Sebastiano Azzara, intervenuto per sedare una disputa, mentre Don Antonio Fois, in compagnia di banditi di Bonorva, presenti nel popolato di Bolotana, era armato senza regolare permesso.

Con l'arrivo dei carabinieri inizia un fuggi fuggi generale.

I Reali Carabinieri arrestano il solo Delitala, mentre il Fois riesce a fuggire.

In assenza di un carcere idoneo, Don Giovanni Delitala viene custodito in casa del Maggiore di Giustizia Antonio Maria Manconi. Il nobile, posto in stato d'arresto, è rinchiuso in una stanza della casa, attigua alla camera da letto del Maggiore di Giustizia.

Intorno alla mezzanotte, Antonio Maria Manconi sente dei rumori provenire dalla stanza usata come cella e, entrato nella stessa, trova Don Giovanni Delitala sul davanzale della finestra, in un disperato tentativo di fuga.

C'è una breve colluttazione tra i due, terminata con l'arrivo di quattro cavalieri che aiutano Don Giovanni Delitala ad evadere.

Il nobile perderà il cappotto con cappuccio (secondo la testimonianza del Maggiore di Giustizia che metterà agli atti il cappotto come prova di colpevolezza del Delitala) che indossava durante la breve colluttazione.

Questi i fatti che portarono all’arresto del Delitala.

La mattina del 29 giugno, durante la celebrazione della festa solenne di San Pietro, una disputa all'interno della Chiesa su chi dovesse precedere con la bandiera durante la processione, porterà Giacomina Ladu, prioressa di Santa Croce, e Donna Giovanna Angela Tola, prioressa della chiesa del Rosario ad uno scontro verbale molto acceso.

Il parroco sacerdote Giuseppe Muredda, preoccupato per i toni troppo roventi della contesa, fomentati anche dall’arrivo di alcuni nobili di Bolotana che inaspriscono la discussione, chiede al delegato di intervenire nella disputa in cui sono implicati i fratelli Fois Don Antonio e Don Onofrio e i loro cugini, fratelli Delitala, Don Palmerio e Don Giovanni.

I due Delitala non vedendo di buon occhio l'intervento del delegato, si scagliano contro di lui, coprendolo d'insulti. L'uomo è costretto a una rapida fuga e, inseguito dai due Delitala sino all'atrio della chiesa, è salvato da alcuni popolani che trattengono i due nobili, evitando così tragiche conseguenze.

Il notaio Sebastiano Azzara, scampato il pericolo, lascia il luogo dell’agguato ma non soprassiede all’episodio. Trovata una pattuglia di Reali Carabinieri nella strada principale del popolato di Bolotana, invita i soldati a seguirlo sino al piazzale della Chiesa, dove Don Giovanni Delitala sarà arrestato e condotto alla casa del Maggiore di Giustizia Antonio Maria Manconi.

Il caso si risolse con il pagamento di una multa che la famiglia Delitala dovette versare alla Stato per lo spiacevole episodio".

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