Pesante Diffida per l'Inceneritore di Tossilo: entro 3 mesi un piano per chiudere la Discarica di Monte Muradu

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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L'impianto di trattamento rifiuti di Tossilo

 

MACOMER. Una serie di Prescrizioni AIA non rispettate: questo emerge dal Documento ( lo inseriamo integralmente) pubblicato Giovedì 9 Novembre sul sito Istituzionale della Provincia di Nuoro col quale il Settore Ambiente dell'Ente diffida la società che gestisce l'impianto di trattamento rifiuti di Macomer, la Tossilo S.p.A., di proprietà del Consorzio Industriale di Macomer, al rispetto delle prescrizioni e ordina di provvedere all'eliminazione delle situazioni di criticità rilevate.

Una Diffida pesante, articolata in più punti, dalla quale si evincono una serie di “non conformità formali e sostanziali (gestionali, documentali, impiantistiche)”, redatta a seguito della visita ispettiva condotta dal Dipartimento Arpas di Oristano nel corso dell'estate 2017.

Vediamo ogni singola inosservanza delle prescrizioni dell'AIA accertate dall'Arpas Dipartimento di Oristano:

  1. Emissione allo scrubber (lscrubber è un'apparecchiatura che consente di abbattere la concentrazione di sostanze presenti in una corrente gassosa, solitamente polveri e microinquinanti acidi) : superamento del valore limite nel campionamento del 29.06.2016. Si diffida il gestore a rispettare prontamente i valori limite di emissione per i sistemi di deodorizzazione (biofiltri, scrubber);

  2. Evidenziata permanenza in fossa di rifiuti talquali per almeno 6 giorni e di sovvalli per almeno 7 giorni: si diffida il gestore a minimizzare immediatamente la durata dello stoccaggio dei rifiuti in fossa (non oltre i 5 giorni);

  3. La frazione organica da selezione meccanica non risulta sottoposta ad aerazione forzata. Inoltre su di essa non risulta effettuato il controllo giornaliero della temperatura. Si diffida il gestore al rispetto immediato della prescrizione di cui ai p.ti 9 e 11del § III (il materiale organico in maturazione deve permanere almeno 3 giorni ad una temperatura non inferiore a 55°C; devono inoltre essere tenuti sotto controllo, con cadenza giornaliera, la temperatura e l’umidità all’interno dei cumuli ed il tenore di ossigeno).

  4. Assenza del Piano di Dismissione e del Piano di Ripristino Ambientale per l’impianto sito in loc. Tossilo. Si diffida il gestore, a predisporre entro 8 mesi un piano di ripristino ambientale per la fruibilità del sito a chiusura dell’impianto secondo la destinazione urbanistica dell’area , come previsto dalle prescrizioni (Det. n. 1446/2013 , § X (Sistema di Gestione Ambientale), p.ti 2 e 5 e § XIII (Interventi sull’area alla cessazione dell’attività).

  5. Il Rapporto Annuale 2016 non risulta contenere il Programma di miglioramento delle performance ambientali. Si diffida il gestore per gli anni successivi a inserire nei rapporti annuali un Programma di miglioramento delle performance ambientali, riferito non solo all'impianto di termovalorizzazione ma a tutte le attività inserite nell'installazione AIA.

  6. Superamento dei valori limite per i parametri Solidi sospesi, Cadmio, Rame e per il parametro Solidi sospesi. Si diffida il gestore a rispettare immediatamente per lo scarico in rete fognaria le norme tecniche, le prescrizioni regolamentari e i valori limite di emissione adottati dal gestore del servizio fognariodepurativo (Consorzio per la Zona Industriale di Macomer), così come prescritto nell'AIA.

  7. Non sono state adottate misure per la riduzione dei consumi idrici: si diffida il gestore ad attuare misure necessarie volte all’eliminazione ed alla riduzione dei consumi, nonché ad incrementare il riciclo e il riutilizzo di acqua reflua o già usata nel ciclo produttivo come l’acqua di raffreddamento; in particolare devono essere intraprese operazioni di recupero delle acque meteoriche volte alla riduzione del consumo di risorsa idrica;

  8. Il bocchello di prelievo del punto di emissione E5 (scrubber della sezione compostaggio) non risulta posizionato conformemente alle norme tecniche di riferimento atte a consentire il campionamento delle polveri in condizione di isocinetismo. Si diffida il gestore a posizionare immediatamente il bocchello di prelievo del punto di emissione E5 e pertanto a utilizzare metodi di misura riportati e/o indicati nella normativa italiana.

  9. Non è stato eseguito il monitoraggio preannunciato per il 18.03.2016 a causa delle cattive condizioni meteo. Il Gestore non ha comunicato tale mancata effettuazione, resasi evidente solo nel Rapporto Annuale. Tale monitoraggio non è stato recuperato successivamente. Si diffida il gestore ad effettuare con frequenza mensile il monitoraggio ambientale discarica (Qualità dell’aria).

     

Al mancato rispetto delle Prescrizioni AIA, si aggiungono una serie di criticità riscontrate dall'ARPAS nel corso del sopralluogo e che, scrive la Provincia, “pur non configurandosi in violazioni di prescrizioni AIA o di norme ambientali di settore, generano un rischio ambientale tale da richiedere interventi atti a prevenirle”.

Vediamo quali sono queste situazioni di criticità:

  1. La chiusura delle fosse di conferimento dei rifiuti non è come previsto nell'AIA. Il Gestore dovrà entro tre mesi comunicare le modalità gestionali (impianto di incenerimento fermo) utilizzate per garantire la depressione delle fosse e la destinazione delle arie aspirate (originariamente destinate come aria comburente alle camere di combustione).

  2. Presenza di crepe nella pavimentazione (Capannone di ricezione e miscelazione): il gestore dovrà ripristinare immediatamente la pavimentazione nelle zone con presenza di fessurazioni.

  3. Il Gestore continua a mantenere aperta la discarica di servizio di Monte Muradu per smaltirvi limitate quantità di rifiuti, anziché provvedere alla sua chiusura e copertura definitiva; la conseguente necessità di captare ed inviare a smaltimento le quantità di percolato che si producono in occasione degli eventi meteorici rischia di pesare significativamente sia per l’aspetto gestionale che economico, nonché per le sue possibili implicazioni di carattere ambientale. Il gestore dovrà presentare entro tre mesi un programma di chiusura della discarica.

  4. La copertura giornaliera della zona di coltivazione della discarica (sezione sovvalli) non risulta eseguita a regola d’arte: lungo le scarpate della discarica in varie aree sia del settore sovvalli che del settore scorie si riscontrano affioramenti di rifiuti privi di materiale di ricopertura - sia il compost fuori specifica che il “biostabilizzato” sono stati smaltiti in D1, quindi non sono stati destinati ad operazioni di copertura della discarica (R10). Il gestore dovrà provvedere immediatamente alla coltivazione della discarica secondo le modalità e i criteri fissati dall'AIA e dalla norme, per superare le criticità riscontrate in sede di visita ispettiva.

  5. Attualmente i valori di guardia previsti dal Gestore per il ferro e per il manganese non appaiono coerenti con le concentrazioni soglia di contaminazione (CSC), previste dalla tab. 2, allegato 5, Titolo V, Parte IV del D.Lgs.152/06 per le acque sotterranee,. Il gestore dovrà rivedere tre mesi i livelli di guardia di Ferro e Manganese sulla base degli esiti dei rilevamenti avuti negli ultimi anni.

  6. In diversi punti della canaletta si osserva la presenza di erbacce e rifiuti; si rileva inoltre la presenza di percolato nonostante le ultime piogge risalissero a circa 3 settimane. Il gestore dovrà sempre provvedere ad una adeguata pulizia e manutenzione della canaletta perimetrale, al fine di garantire il normale deflusso del percolato.

  7. Le acque meteoriche esterne non risultano interamente intercettate. Non riporta l’ubicazione dei pozzetti di campionamento per il prelievo delle acque meteoriche esterne che in accordo con il PMC devono essere campionate con frequenza semestrale. Il gestore dovrà provvedere urgentemente al ripristino delle suddette canalette; le stesse dovranno essere adeguatamente manutenzionate per garantire l’allontanamento delle acque meteoriche esterne. Il Gestore dovrà identificare in planimetria e nei rapporti di prova i pozzetti di prelievo dei campioni. Il gestore dovrà sostituire i limiti di riferimento delle acque meteoriche utilizzati con gli standard di qualità ambientale previsti per i corpi idrici superficiali dal D.Lgs. n.152/06

  8. Sostanze liquide pericolose risultano stoccate in assenza di idonei bacini di contenimento. Il gestore dovrà garantire che i contenitori delle sostanze non compatibili ed in grado di reagire tra loro, risultino alloggiati in bacini di contenimento separati ed idoneamente dimensionati.

  9. Alcune caditoie stradali risultano in cattivo stato di manutenzione in quanto parzialmente ostruite da sedimenti fini: Il gestore dovrà provvedere ad una adeguata pulizia e manutenzione delle caditoie stradali.

  10. Criticità diverse: il gestore ha l'obbligo di procedere ai controlli previsti dal PMC, secondo le modalità prescritte dallo stesso per l'anno 2017 e successivi, superando le criticità e carenze rilevate durante la visita ispettiva. Si chiede al gestore la trasmissione dei rapporti di prova relativi alla caratterizzazione delle polveri.

Un quadro decisamente complesso e critico quello fotografato dall'Arpas di Oristano rispetto alla Piattaforma Macomerese di Rifiuti, con uno sguardo particolare verso quella Discarica di Monte Muradu che, evidentemente, non può più essere utilizzata per il conferimento di rifiuti e il cui percolato prodotto può creare ancora problemi di gestione economica ma anche di tipo ambientale.  

Giulia Serra

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