Macomer. "Verdessere", un piccolo progetto di inclusione sociale che passa dalla cura del verde urbano

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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MACOMER. Curare le aiuole e piccoli spazi verdi della città e godere del senso di benessere che questa pratica può generare: si chiama “Verdessere” il nuovo progetto ideato dall'Assessorato comunale per le Politiche Sociali che guarda all'inclusione sociale con lo sguardo rivolto in particolare al genere femminile.

Al centro dell'iniziativa ci sono le aiuole e i ritagli di verde che non rientrano nelle competenze del servizio di manutenzione e riqualificazione del verde urbano e che necessitano di interventi di piccola manutenzione per ripristinarne il decoro.

I destinatari sono i cittadini, in particolare le donne, che attraversano una fase di difficoltà economica e che, prestando un servizio circoscritto a poche ore giornaliere, possono giovare di un piccolo contributo economico.

A cimentarsi in questo progetto sperimentale promosso da Rossana Ledda e condiviso con l'Assessore all'ambiente Andrea Rubattu saranno sei persone: “la finalità è quella di riqualificare parte del verde urbano attraverso un progettino che prevede una serie di attività che permetteranno di acquisire anche competenze professionali utili per un successivo sbocco lavorativo nel settore – spiega l'Assessora Rossana Ledda – e per questo sono state inseriti nel programma dei momenti di formazione con visite specifiche presso i cantieri verdi, gli orti comunali e il vivaio forestale. Ovviamente – specifica – uno degli obiettivi e quello di favorire l'inclusione sociale e la valorizzazione del proprio ruolo all'interno della comunità attraverso l'assunzione di un impegno a beneficio dell'intera comunità. Inoltre, la cura del verde è un esercizio che contribuisce al benessere dell'individuo oltre che al rispetto per l'ambiente”.

Se il nome del progetto, Verdessere, fonde i termini “verde” e “benessere”, l'iniziativa guarda anche alla necessità di dare spazio ad azioni positive che, seppur nel piccolissimo, possono da un lato stimolare il senso del decoro urbano e l'attenzione verso gli spazi comuni, non trascurando neanche il risvolto positivo che può scaturire dal controllo e dalla vigilanza sugli spazi ripristinati ad opera degli stessi cittadini che parteciperanno attivamente alla riqualificazione.

Giulia Serra

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