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La cucina nel DNA

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Se c’è una cosa che piace fare agli stranieri è “imparare a cucinare”. Scegliere gli ingredienti giusti, usare le tecniche tradizionali, destreggiarsi tra i fornelli come un vero Masterchef è tra i desideri di ogni persona. Il tutto rigorosamente Made in Italy. Si, perché se c’è una cucina che gli stranieri desiderano conoscereè sicuramente quella italiana.

C’è chi lo definisce turismo gastronomico; chi parla di culinary travel, chi di viaggiatore culinario tutti termini usati per definire quel tipo di turismo sviluppatasi nell’ultimo decennio e che coinvolge turistida ogni parte del mondo desiderosi di visitare l’Italia per seguire un corso di cucina.

Al primo posto ci sono gli americani. La notizia non sorprende perché, forse, l’amore per la cucina italiana è nel loro DNA. Basti pensare aicirca 17.500.000 di italoamericani presenti negli Stati Unti d’America che hanno origini italiane, dati che risalgono all’ultimo censimento del 2010 (United States Census Bureau)

È difficile stabilire il numero preciso di corsi di cucina offerti dascuole italiane, hotel, accademie e ristoranti. Non importa se si è principianti o cuochi provetti, perché la scelta è ampia, il requisito fondamentale è aver voglia di imparare e divertirsi.

Chi organizza una vacanza in Italia lo fa con l’obiettivo di frequentare un corso di cucina e allora la scelta della regione da visitare, il luogo dove soggiornare e la lista delle cose da fare sono stabiliti in basealla scuola.

 

Corsi personalizzati di cucina italiana

L’esperienza culinaria non si limita ai soli corsi nelle accademie,infatti negli ultimi anni si è affermatoun nuovo modo di fare cucina con la creazione di corsi personalizzati, più ricercati e caratteristici: i corsi di cucina della nonna. La classica nonnina italiana, quella che tutti vorrebbero avere in casa perché sempre pronta a preparare qualcosa di buona da mangiare. Instancabile, intramontabile e piena di sorprese. Gelosa custode delle ricette di famiglia con la quale è meglio non discutere quando si parla di cucina.                                                     

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Con la diffusione dei social media Facebook e Instagram e l’aiuto di un “nipote digitale”, basta poco per creare una pagina web e attirare clienti per un corso amatoriale. La nostra nonnina, così, apre le porte della sua cucina (intesa come luogo fisico in cui preparare pasta fresca, secondi appetitosi e dolci tradizionali) fa entrare i turisti e offre corsi online o in sede. Nulla di più memorabile e suggestivo per uno straniero: rivivere l’emozione della famiglia, respirare aria di casa, ascoltare i racconti del passato, provare sapori autentici.

I prezzi variano in base alla durata e alla scelta del corso ma anche un’ora è sufficiente per trasmettere entusiasmo e passione, ingredienti fondamentali della cucina italiana.

Imparare a preparare un piatto secondo la ricetta tradizionale, conoscerne l’origine (spesso caratterizzata da una condizione di miseria), selezionare gli ingredienti giusti è un’esperienza culinaria senza precedenti per un turista straniero. Una cucina tradizionalmente povera perché fatta di pochi semplici ingredienti ma ricca di cultura e importanza storica. Poter raccontare ad amici e parenti del corso frequentato, delle storie ascoltate, dei piatti realizzati, dei profumi sentiti e dell’ospitalità ricevuta rappresenta il ricordo più bello della vacanza e la conclusione del corso è il momento più memorabile: il fatidico assaggio del piatto preparato. Da cuochi si passa a commensali e poi a critici culinari per esprimere un giudizio sul proprio capolavoro.

La dieta mediterranea

Un altro elemento che spinge la gran parte delle persone ad apprendere i segreti della cucina italiana e la sua stretta connessione con la Dieta Mediterranea, quest’ultima riconosciuta dall’Unesco nel 2010 come bene prezioso e inserita nella lista dei beni immateriali e protetti dell’umanità come anchela pizza.

Il riconoscimento ottenuto dall’Unesco va oltre i benefici degli ingredienti perché riconosce nella dieta mediterranea anche i valori dell’ospitalità, del dialogo attraverso il racconto delle storie, la convivialità del momento di stare a tavola tutti insieme: elementi fondamentale per la creazione di un’identità comune dove diverse generazioni si riuniscono in un’unica famiglia. In ciò risiede l’idea del patrimonio, rappresentato non solo dal prodotto e dalla stagionalità degli ingredienti ma dall’esperienza, dalle usanze e tradizioni legate a questa dieta: un tentativo di preservare la perdita o l’abbandono di ciò che ha contribuito alla formazionenel collettivo generale

di una cucina perfetta.

Infatti, con il termine dieta ci riferiamo ad uno stile di mangiare sano ed equilibrato, dove cereali, ortaggi, legumi, verdura, frutta e in misura più limitata pasta, pane pesce, carne e formaggi sono scelti con cura e le quantità proporzionate al fabbisogno energetico di ogni individuo. Cucinati in maniera semplice rappresentano un toccasana per la salute. Lo stesso Ippocrate diceva: “Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la medicina il vostro cibo”.

Ritenuta a livello scientifico un ottimo alleato per l’organismo, efficace nella prevenzione di obesità e malattie croniche molto diffuse come ipertensione, diabete, tumori, la dieta mediterranea rappresenta l’orgoglio della tradizione culinaria italiana.

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