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BOLOTANA. Gestione dei rifiuti e inceneritore: il gruppo Zente Noa chiede che la questione sia discussa in Consiglio

| Categoria: Politica | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Riceviamo e pubblichiamo integralmente la richiesta avanzata da gruppo consiliare Zente Noa di Bolotana relativa alla gestione dei rifiuti e alla necessità che le istituzioni locali abbiano un ruolo nelle scelte che determineranno lo sviluppo del territorio nei prossimi decenni. Il documento che segue è un ordine del giorno che un gruppo di cittadini ha portato all'attenzione dei Sindaci del territorio e che dovrebbe essere discusso nei Consigli Comunali dei paesi del Marghine. 

Zente Noa chiede dunque formalmente che il testo sia discusso ed approvato anche dal Consiglio di Bolotana.

Oggetto: Pieno coinvolgimento delle Amministrazioni Locali della Sardegna nelle scelte strategiche per la gestione dei rifiuti

Premesse generali

- L'incenerimento dei rifiuti è considerata la tecnologia di gestione dei rifiuti che ha il più alto impatto ambientale, il maggior spreco di materiali riutilizzabili, i più alti costi di costruzione ed esercizio, i più lunghi tempi di messa in opera, il minor bisogno di manodopera.

- Secondo quanto sostenuto dall’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE l’incenerimento dei rifiuti produce ceneri e fumi inquinanti contenenti polveri grossolane e fini costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche quali metalli pesanti, idrocarburi, benzene, diossine e altre sostanze estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi. La combustione trasforma anche i rifiuti relativamente innocui in composti tossici con gravi effetti sulla salute.

- Gli inceneritori sono considerati dalla normativa nazionale vigente fra le industrie più pericolose per la salute dei cittadini (art. 216, testo unico delle leggi sanitarie, pubblicato nella G.U. n. 220 del 20.09.1994, s.o. n.129) e pertanto vengono classificati come “impianti insalubri di I^ classe”.

- La diffusione degli inquinanti prodotti dagli inceneritori - in particolare PM 2.5 e particolato ultra-fine, diossine, furani, metalli pesanti - non conosce limiti geografici perché fortemente influenzata da fattori meteorologici e le particelle sono bio-accumulabili e si trasmettono per via alimentare.
Premesse sul sito di Tossilo

- Da circa vent'anni, come è noto, nella piana di Tossilo, in territorio di Macomer, è operativo un impianto di incenerimento dei rifiuti solidi urbani (RSU). L’impianto, gestito dalla Tossilo S.p.A., società di proprietà quasi esclusiva del Consorzio Industriale di Tossilo, al momento attuale, viene unanimemente considerato in condizioni di obsolescenza tali da consigliarne una rapida dismissione.

- Questo impianto costituisce attualmente la piattaforma di smaltimento obbligatorio dei rifiuti indifferenziati prodotti nelle province di Nuoro e dell’Ogliastra;

- Le tariffe applicate ai comuni conferitori risultano tra le più alte a livello nazionale e la più alta a livello regionale, determinando costi aggiuntivi rispetto ad altri territori, che si scaricano pesantemente sui cittadini;

- Il mantenimento di un impianto di incenerimento nel centro Sardegna non è più economicamente sostenibile per via della drastica e continua riduzione dei rifiuti disponibili nell'attuale bacino di conferimento. Tanto che la quantità di rifiuti indifferenziati si è ridotta di circa il 50% dal momento dell'avvio della raccolta differenziata.

- La prevista realizzazione di un nuovo impianto con capacità operativa circa doppia rispetto alle attuali esigenze è pertanto illogica, antieconomica e presupporrebbe l'ampliamento del bacino di conferimento.

- L'ormai ventennale attività di incenerimento nel sito di Tossilo ha comportato la ricaduta al suolo di almeno 6/700mila tonnellate di fumi e l'accumulo in discarica di almeno 300mila tonnellate di ceneri e dei residui incombusti.

- Importante sottolineare che gli inceneritori non eliminano totalmente i rifiuti ma hanno sempre bisogno di un sito dove stoccare i residui della combustione. Tale discarica situata a pochi chilometri da Tossilo è ormai quasi satura anche perché accoglie le scorie provenienti da altri impianti di incenerimento.

- Nel sito di Tossilo operano al momento diverse aziende agroalimentari che sicuramente mal si conciliano con un impianto di incenerimento. Le normative in materia di sicurezza alimentare sempre più stringenti potrebbero pregiudicare nell'immediato futuro il proseguo delle uniche attività ancora operanti sul territorio, che ricordiamo lavorano: latte, cereali, carni, formaggi, ortaggi, mangimi animali ed integratori alimentari.

Considerazioni

Alla luce di quanto premesso si ritiene quanto meno inopportuna la scelta di penalizzare un territorio, che ha ben altre vocazioni, con un impianto che dovrà continuare l'attività di incenerimento per almeno altri vent'anni.

Si richiamano le proposte di moratoria sulla costruzione e potenziamento di nuovi inceneritori, che negli ultimi anni vengono presentate e mai approvate, due per tutte:

- Proposta di legge n. 300, presentata dai consiglieri regionali Maninchedda e Atzeri  in data il 10 ottobre 2007.
- Proposta di legge n. 186, presentata dai Consiglieri regionali Cocco Daniele Secondo - Arbau - Usula - Anedda - Desini - Sale - Agus - Azara - Busia - Lai - Ledda - Manca Pier Mario - Perra - Pizzuto - Unali - Zedda Paolo Flavio, in data 19 febbraio 2015.
- I territori, intesi come popolazione residente ed operatori economici, in primis quelli del settore agricolo ed agro-industriale, non sono mai stati coinvolti a pieno titolo in questa scelta che per impatto ambientale e socio economico non può essere gestita banalmente da un consorzio industriale e per giunta in liquidazione.
- È pertanto inderogabile il coinvolgimento e l'impegno diretto delle amministrazioni locali sarde nella revisione e messa a punto di un nuovo piano strategico di gestione  dei rifiuti che ponga la Sardegna all'avanguardia nel recupero virtuoso delle risorse dai rifiuti e non la releghi a diventare un ennesima pattumiera del sud Italia.

Delibera

Codesta amministrazione chiede al Presidente ed alla giunta della Regione Autonoma della Sardegna di fermare qualunque iniziativa volta alla costruzione e potenziamento di nuovi inceneritori prima dell'adeguamento del Piano Regionale dei Rifiuti alle reali esigenze del territorio, che dovrà obbligatoriamente prevedere e privilegiare ogni nuova tecnologia utile al recupero e valorizzazione delle risorse dai rifiuti. Contestualmente si chiede il pieno coinvolgimento delle amministrazioni locali nella predisposizione e ratifica di progetti aventi ricadute importanti sulla salute e sugli assetti sociali ed economici dei propri territori.

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