Macomer. L'Epatologo che non c'è: da un anno e mezzo l'Ospedaletto ha di nuovo interrotto il servizio

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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MACOMER. È una vicenda che si trascina da anni e che, nonostante le ripetute proteste, ha trovato fino ad oggi solo soluzioni provvisorie che sono puntualmente saltate. Stiamo parlando del presidio sanitario di Epatologia presso l'Ospedaletto di Macomer, al quale fanno rifermento circa 500 pazienti e che dal Dicembre del 2017 è di nuovo scoperto e, dunque, sospeso (era stato riattivato nel 2015 dopo 2 anni di interruzione, ma già l'anno successivo il servizio era stato interrotto per poi essere riattivato nel 2017).

Ancora una volta, a denunciare una situazione che crea non pochi problemi ai cittadini affetti da Epatite C – che dovrebbero eseguire regolari controlli a cadenza semestrale - è il signor Marras, lo stesso che due anni fa, protestando in tutte le sedi possibili, era riuscito a sollevare il caso pubblicamente ottenendo infine la riattivazione del servizio specialistico. Una “vittoria” che si è però rivelata evanescente: “da quando il dottor Arcadu è andato in pensione, il posto è rimasto vacante e non ci è dato sapere se il servizio verrà o meno ripristinato – racconta Marras – Sembrerebbe essere in atto uno smantellamento progressivo nel silenzio generale – è la sua denuncia senza troppi giri di parole - qualcuno ci può dire se il presidio di Macomer è destinato a scomparire? Vorremmo almeno saperlo”.

Una domanda lecita, che va dritta al cuore del problema interpretando quel disorientamento condiviso a fronte di una strada imboccata che sembra essere proprio quella del depotenziamento della struttura sanitaria di Macomer.

Forse è anche colpa nostra, perché come cittadini non siamo in grado di ribellarci” - è l'amaro commento del signor Marras, che ha scelto invece ancora una volta di alzare la voce per rappresentare una carenza sanitaria che non può essere considerata la normalità.

Staremo a vedere se il suo grido di allarme verrà ascoltato e recepito nelle sedi opportune.

Giulia Serra

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