Non solo Rifiuti: l'assalto del fotovoltaico nell'area industriale di Ottana. I progetti, i numeri e le società

| di Giulia Serra
| Categoria: Attualità
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Area Industriale di Ottana. Delle bonifiche se ne sono perse le tracce, del piano di rilancio pure, ma a ben guardare, dentro quello che apparentemente è un fermo immagine immutabile, qualcosa che si muove c'è, e non sono solo i rifiuti.

Nell'arco dell'ultimo anno e mezzo i terreni dell'agglomerato industriale di Ottana sembrerebbero aver attirato le attenzioni di più di un operatore di mercato. L'affare è quello del fotovoltaico e, stando ai diversi progetti depositati all'attenzione della Regione Sardegna, i numeri sono da capogiro: complessivamente, sono quasi 370mila i moduli fotovoltaici che si vorrebbero impiantare nella Piana tra Bolotana, Ottana e Noragugume, andando ad occupare estensioni per circa 240 ettari.

Una distesa immensa di pannelli solari, quasi a tentare di mimetizzare, se non occultare, il disastro socio-industriale perpetrato in oltre 50 anni di politiche economiche fallimentari ed insalubri.

Nel deserto progettuale del pur spesso retoricamente decantato nuovo sviluppo sostenibile – quello che, ripartendo dal territorio e dalle sue peculiarità, avrebbe potuto e dovuto invertire il ciclo depressivo dell'area partendo anzitutto dalla sua doverosa bonifica - all'orizzonte appaiono società, note e meno note, pronte ad occupare vaste porzioni soleggiate di una piana inaridita di prospettive produttive e ignorata sul piano delle criticità ambientali, per la quale oramai nessuno sembra attendersi un vero riscatto.

Da “granaio di Roma” a terra di nessuno, con l'approdo quasi scontato alla prospettiva di trasformarsi da una parte in sito vocato ad accogliere rifiuti, dall'altra in piattaforma energetica al servizio di terzi senza neppure il cappello di un vero ritorno sotto il profilo occupazionale.

Vediamo il dettaglio dei progetti.

ACEA

Il progetto più imponente è quello che la società del gruppo romano Acea spa – multiservizi attiva nella gestione dell'acqua, dell'energia e dei rifiuti - la Acea Solar srl, intenderebbe fare in territorio di Bolotana, occupando una superficie complessiva di circa 140 ettari, con la posa di ben 159.012 moduli fotovoltaici realizzati con celle di silicio monocristallino bifacciale, per un impianto dalla potenza di circa 70 MW.

L'intera area, della quale la società dispone già in ragione dell’atto di costituzione del diritto di superficie sottoscritto con i proprietari privati, è attualmente utilizzata per il pascolo del bestiame e si trova di fronte alla discarica di rifiuti di Coronas Bentosas.

Il costo stimato dell'operazione è di 50 milioni di euro.

Il progetto è stato depositato al Servizio di valutazione ambientale regionale ad aprile del 2020 ed è in istruttoria per la verifica dell'assoggettabilità alla procedura di Valutazione d'impatto ambientale (VIA).

Graziella Green Power S.p.A

Depositato al Servizio regionale appena due mesi fa è invece il progetto presentato dalla società con sede in Toscana, ad Arezzo, la Graziella Green Power S.p.A. - che nella stessa area aveva già realizzato un insediamento fotovoltaico - per la realizzazione di un impianto ad energia solare da 50 Mw di potenza, su un'estensione di 52 ettari nel polo industriale di Ottana, ricadenti nel Comune di Noragugume, in località Corrincas – Monte Iscos, dove si vorrebbero posizionare 90.116 moduli fotovoltaici.

Costo preventivato dell'intervento quasi 34 milioni di euro (€ 33.841.315).

Trisol 82

Sempre all'interno dell'agglomerato industriale, ricadente nel territorio di Bolotana, la Società con sede ad Olbia Trisol 82 S.r.l. ha già incassato a ottobre 2019 il via libera regionale per la posa di 24.330 pannelli fotovoltaici per un impianto solare a terra dalla potenza nominale di 9,245 MW.

L'area d'intervento ha un'estensione di 14 ettari, ricade nel sito del Contratto d'area ed è stata ceduta dal Consorzio Industriale.

Il costo dell'opera è stimato in 6 milioni e mezzo di euro.

Suncure2 srl

Poi c'è la società milanese Suncure2 srl, costituita nel 2018, nessun dipendente, zero ricavi operativi e una perdita d'esercizio di 1.800 euro nell'ultimo bilancio disponibile, risulta al 100% di proprietà della Kingdom Energy Limited e si autodefinisce, nella relazione progettuale, “interamente partecipata da Suncore UK Ltd, un veicolo di investimento gestito da Horus Capital, un gestore di fondi Private Equity specializzato in investimenti in fonti rinnovabili”.

La Suncure2 ha presentato 3 progetti da realizzare all'interno di quello che un tempo fu il cuore pulsante dell'area industriale ottanese, l'Enichem. Un sito con le sue peculiarità, come vedremo anche rispetto alle società che vi orbitano.

Il primo progetto, sul quale a fine 2019 la Regione Sardegna si è già espressa decretando che non vi fosse necessità di sottoporlo a Valutazione d'impatto ambientale nonostante le potenziali criticità dell'area individuata per l'operazione, è l'impianto da 29,15 MW denominato “Sistema Energia Ottana” che, su un'estensione di 31 ettari divisi in 10 sottocampi fotovoltaici in lotti discontinui, prevede di installare 80.972 moduli fotovoltaici.

La particolarità del progetto riguarda proprio la sua localizzazione: sorgerà infatti all’interno del comparto dell'ex Enichem ed ex Syndial. Per dare un'idea di ciò di cui si parla, basti dire che un'area ospita il capannone dove veniva effettuata la filatura delle fibre sintetiche e l'area di stoccaggio dei solventi accessori e dell’impianto di pre-trattamento degli scarichi idrici di società terze, un'altra ospita l’edificio dei laboratori chimici, in disuso dal 1996, un'altra era occupata in precedenza dalle vasche di raccolta dei fanghi industriali derivanti dal processo di disidratazione con tecnologia Pan Dryer, un'altra ancora ospita una discarica, chiusa nel 1989, e un’area che in passato è stata utilizzata come punto di raccolta dei rifiuti assimilabili agli urbani. Un sito particolare appunto, e non a caso durante l'istruttoria regionale il deputato Alberto Manca – attivo in questi anni sulle questioni ambientali della zona - ha depositato una nota nella quale ha espresso le sue considerazioni rispetto alle possibili interferenze tra la realizzazione del progetto e lo stato di potenziale contaminazione delle aree interessate dall'intervento.

L'energia prodotta dall'impianto della Suncure2 sarà trasmessa alla rete nazionale tramite il quadro MT 15 kV di Ottana Energia, la società del gruppo Clivati proprietaria della centrale termoelettrica che, come vedremo dopo, ha presentato essa stessa un progetto sul fotovoltaico.

Sui terreni interessati dal progetto, la Suncure2 ha ottenuto la concessione di diritto di superficie da parte dei rispettivi proprietari, ovvero il Consorzio Industriale di Nuoro e la WD Green Sardinia.

La WD Green Sardinia è una società con sede ad Ottana, un solo dipendente, un utile d'esercizio nel 2019 di 33 euro e un Amministratore Unico che risponde al nome di Roberto Ortu. Risulta essere al 100% la proprietaria di Ottana Polimeri, ovvero l'azienda che ha rappresentato l'ultimo tassello della chimica ottanese - quella dove si produceva il Pet per le bottiglie di plastica - e che licenziò i suoi ultimi 60 operai nel 2017, compartecipata fino a qualche anno fa al 50% dalla multinazionale Indorama e guidata da colui che a questo punto sarebbe ormai l'ex patron, Paolo Clivati. Ottana Polimeri è una società ancora in essere e ha chiuso il 2019 con una perdita d'esercizio di 1 milione e 700mila euro. Il suo Amministratore Unico è Giuseppina Carotti.

WD Green Sardinia, proprietaria di Ottana Polimeri appunto, risulta essere a sua volta di proprietà per il 10% dello stesso Amministratore unico Roberto Ortu, e per il 90% di un'altra società, la Erreci srl, operante nel trasporto merci su strada e che parrebbe attualmente inattiva, che appartiene al 100% allo stesso Roberto Ortu

In realtà la WD Green Sardinia ha il marchio Clivati: nasce come una costola della West Dock S.r.l. , una Partecipata al 50% del Gruppo Montefibre con finalità di supporto alle alienazioni nei siti dismessi di Montefibre, e nel 2012 la PC Holding s.r.l. di proprietà del Gruppo Clivati ne acquista il 45% del capitale. La stessa Wd Green è quella utilizzata nel 2016 dal gruppo Clivati per presentare alla Regione un progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti per il recupero del materiale plastico, poi mai andato in porto.

Ma torniamo all'oggi. Il secondo progetto presentato dalla società Suncure2 è in linea di continuità col primo, ricade in un'area posta sempre all'interno dell'agglomerato industriale di Ottana di proprietà del Consorzio Industriale ed è destinato ad operare in parallelo alla rete elettrica di distribuzione Enel. L'impianto è costituito complessivamente da 4.776 pannelli fotovoltaici con potenza nominale pari a 1,7 MWp e coprirà una superficie di poco meno di 2 ettari.

Il terzo progetto in ordine di tempo presentato dalla Suncure2, ancora in istruttoria per verifica assoggettabilità VIA, ricade anch'esso all'interno della stessa area ex Enichem e prevede la posa di 6.004 pannelli fotovoltaici su circa 2,3 ettari di superficie. L'area è di proprietà della stessa WD Green Sardinia Srl, con la quale la Suncore2 dichiara di aver sottoscritto un contratto preliminare per l’acquisto.

Ottana Energia S.p.A.

La Società Ottana Energia S.p.A. ha presentato a metà dello scorso anno l'istanza di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale per il progetto di fotovoltaico denominato “Wave2 Solar Energy project”. Il progetto prevede la realizzazione, all'interno dell'agglomerato del Consorzio Industriale Provinciale di Nuoro, su un'area di circa 2 ettari e mezzo, di un impianto composto da 3.828 pannelli la cui energia prodotta sarà collegata alla rete nazionale.

Il progetto originario prevedeva un'estensione territoriale più ampia, ma la società del gruppo Clivati ha dovuto rivedere i suoi programmi, visto che evidentemente, nella corsa sfrenata per la posa dei pannelli dall'energia d'oro, può succedere anche che i terreni individuati siano riconducibili a proprietà altrui. A ridimensionare Ottana Energia è stato il Consorzio Industriale Provinciale di Nuoro – nel quale tra l'altro lo stesso Clivati sarebbe tornato quest'estate a sedere in CdA - che si è accorto che una delle aree di intervento individuate era di sua proprietà ed un'altra di proprietà di Invitalia, ceduta in comodato allo stesso Consorzio, e che per entrambe non risultavano richieste per un possibile utilizzo. La società Ottana Energia riteneva che quelle superfici fossero invece di proprietà di Ottana Polimeri, la sua società cugina, con la quale ha dichiarato di aver preso contatti per l'ottenimento dei diritti di superficie.

Alla fine il piano per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico di Ottana Energia è stato ripresentato con le opportune modifiche catastali. Per la verità, non è stato l'unico inciampo del progetto perché, vista l'ubicazione dell'impianto all'interno dell'area ex Enichem, è stata chiesta una verifica rispetto alla coerenza dell'intervento con il Piano Regionale di Gestione Rifiuti e Bonifica Siti Inquinati e richiamata l'attenzione sui risultati dello studio sull'area svolto nel 2016 nel quale si ammoniva sul fatto che “l'intera area industriale di Ottana/Bolotana debba essere considerata area potenzialmente contaminata”.

Non solo, perché il Servizio SVA regionale ha chiesto spiegazioni sul mancato riscontro della nota del 2014 con la quale il Comune di Ottana aveva richiesto alla società Ottana Polimeri, proprietaria dell'area oggetto di intervento, la redazione e presentazione del piano di caratterizzazione. Su quest'ultimo punto è emerso che sono ancora in corso due procedimenti in capo al Ministero dell'ambiente.

La Giunta regionale, pur ritenendo di non dover sottoporre il progetto della società Ottana Energia alla Valutazione d'Impatto Ambientale, ha prescritto che “le opere in progetto non dovranno in nessun caso interferire con la realizzazione delle indagini di caratterizzazione e la gestione delle attività di bonifica/messa in sicurezza che si rendessero necessarie a seguito dell'espletamento delle procedure”.

Giulia Serra

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