Daniela Forma, all'attacco sull'Inceneritore di Tossilo, si appella ai Comuni del Marghine : "Fate sentire la vostra voce"

| Categoria: Politica
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Inceneritore di Tossilo. Il consigliere regionale del Partito Democratico Daniela Forma, dopo aver depositato una interrogazione indirizzata al Presidente della Giunta e all'Assessore Regionale dell'Ambiente in merito all'aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti ed aver espresso forti perplessità sulla definizione del nuovo scenario impiantistico che vede Tossilo quale polo di termodistruzione a servizio del centro-nord Sardegna, si appella ora ai Sindaci e Consiglieri Comunali del Marghine.

Come tutti noi sappiamo – scrive Daniela Forma – il territorio del Marghine ha servito per più di 20 anni il sistema regionale, facendosi carico dell'incenerimento dei rifiuti tal quali provenienti dalle Province di Nuoro, dell'Ogliastra e di Oristano e, in tutte le deliberazioni degli Enti Locali del Marghine e della Provincia di Nuoro riguardo questo tema, si è sempre esclusa la possibilità di acconsentire ad un allargamento del bacino di conferimento dei rifiuti fino alla dismissione dell'impianto.

Questa nuova previsione contenuta nell'aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti va dunque a contrastare quelle che sono state le posizioni espresse da tutti i Comuni del Marghine, oltre che della Provincia di Nuoro, nel corso degli ultimi anni: non solo quindi le posizioni di quei Comuni che, singolarmente, si sono espressi contro il progetto di Revamping-Tossilo (Birori, Bortigali, Sindia, Silanus) ma anche di quei Comuni che si sono invece dichiarati a favore e che hanno fatto valere la loro linea, a livello territoriale, mediante il pronunciamento della Unione dei Comuni del Marghine del 19/01/2012.

"Nella deliberazione della Unione dei Comuni del Marghine n. 3 del 19 Gennaio 2012 che aveva recepito i deliberati dei Consigli Comunali di Borore e Macomer – prosegue Daniela Forma – emergono chiaramente le incongruenze con il nuovo scenario che si è delineato nell'aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti. In quella deliberazione infatti si sostiene che:

  • In Sardegna risultano sufficienti due impianti di smaltimento: il primo con riferimento all'area metropolitana di Cagliari e alla Sardegna centro-meridionale, il secondo da realizzare nel corridoio territoriale Sassari-Olbia ed avente a riferimento la Sardegna centro-settentrionale. Sono del tutto sbagliate soluzioni diverse e visibilmente irragionevoli. […] La Giunta Regionale deve recepire con urgenza questo scenario programmatico nel Piano Regionale dei Rifiuti, superando una volta per tutte, il dannoso chiacchiericcio su questo argomento e fornendo un quadro di prospettiva certo, sia nei contenuti che nei tempi.

  • Noi collochiamo l'esistente impianto di incenerimento di Tossilo in questo preciso scenario regionale: nessuna disponibilità alla sua implementazione produttiva (quindi nessun aumento rispetto all'attuale bacino di conferimento, nessun aumento della capacità di trattamento dei rifiuti), nessuna disponibilità alla sua operatività nel medio e lungo periodo.

  • Quanti anni sono necessari affinché il sistema regionale si doti di un nuovo impianto nel Nord Sardegna a cui presumibilmente conferirà i rifiuti anche il nostro territorio? Se tale scelta venisse assunta tempestivamente saranno necessari 10 anni perché la nuova situazione vada a regime: la nostra proposta di sempre è che l'attuale impianto di Tossilo continui a funzionare solo ed esclusivamente per questa fase transitoria [ossia fino al 2022], garantendo comunque un adeguato livello di sicurezza negli standard sanitari sulle emissioni e non incrementando la quantità di rifiuti oggi trattati.”

"Pertanto – conclude Daniela Forma nella sua nota agli amministratori del Marghine – è importante che anche i nostri Comuni, alla luce del nuovo scenario che si sta profilando e che vede il polo di termodistruzione di Tossilo-Macomer quale polo di riferimento per il centro-nord Sardegna, facciano sentire la propria voce e chiedano alla Regione Sardegna di rispettare i propri deliberati".


 

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