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Macomer. Rossana Ledda contro la politica del sospetto: “le Unioni dei Comuni sono il luogo della condivisione, non capisco il tentativo di screditare le persone”

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MACOMER. La partita tecnica - dagli inevitabili risvolti politici - giocatasi all'interno dell'Unione dei Comuni del Marghine si è chiusa martedì sera con la rielezione del Sindaco di Macomer Antonio Succu a Presidente dell'ente.

Se il caso si può dire archiviato con la verifica dell'insussistenza degli elementi di incompatibilità sollevati dalla Sindaca di Bolotana Annalisa Motzo, le reazioni e i commenti alla vicenda dicono che, a livello strettamente politico, la vicenda non è del tutto risolta.

Oltre le dichiarazioni a caldo di alcuni Sindaci del Marghine – di cui vi daremo conto a brevissimo - ad intervenire stamattina con un apposito comunicato è la vice Sindaca di Macomer Rossana Ledda.

Poco avvezza alle polemiche a mezzo stampa, l'esponente macomerese non si risparmia invece in questo caso una valutazione politica rispetto alla modalità di azione della rappresentante bolotanese e, nel farlo, richiama l'attenzione sull'importanza dell'ente sovracomunale nella progettazione e programmazione di interventi strategici e, in particolare, nel delicato ambito dei servizi sociali.

Di seguito, integralmente, l'intervento firmato da Rossana Ledda:

 

L’”UNIONE” dei Comuni del Marghine è importante per tutto il territorio e necessita di continua e forte aggregazione: le Unioni dei Comuni devono essere più ampie e solide per progettare, per programmare e per intercettare risorse per interventi strategici e per servizi associati. Inoltre, servono per evitare la marginalizzazione dei territori, per incentivare le gestioni associate e tutto il sistema spinge verso il rafforzamento del sistema intercomunale.
È sicuramente lecito verificare una eventuale incompatibilità di un Presidente, ma a mio parere andava fatto parlandone prima con i sindaci e con le figure importanti come i segretari comunali preposti. 
Al contrario la sindaca di Bolotana ha scelto la politica del sospetto e dell’insinuazione, possibilmente con il botto. A che pro’? Non ho idea! 
Rispetto la persona ma, nel caso specifico, non il suo operato che certamente non condivido.
Senz’altro la sensazione comune è il tentato screditamento delle persone e forse la tendenza alla  “disunione” dei Comuni
Dal 29 agosto ad oggi si è dovuto impegnare il sindaco Daga, che per oltre un mese di lavoro ha ricominciato con le nuove cariche e tutta la gestione politica in un momento delicato per l’Unione dei Comuni del Marghine impegnato, tra le altre cose, con il piano territoriale, con lo SPRAR che riguarda la microaccoglienza diffusa, oltre che con i progetti del sociale legati all’assistenza educativa, all’assistenza domiciliare, al centro diurno, ai progetti sul bullismo e affido familiare, ai futuri progetti con il GAL Marghine, al centro antiviolenza e tanti altri .

I vari Sindaci del Marghine e i presidenti dell’Unione che ho conosciuto, seppur nella diversità delle vedute politiche, hanno sempre privilegiato la discussione propositiva e costruttiva dell’Unione, mettendosi tutti a disposizione della comunità del Marghine: in tempi di grandi divisioni ed individualismi questa buona pratica non era scontata.

L’Unione ha fatto passi avanti anche nel sociale, creando un tavolo di assessori ai servizi sociali del Marghine, che sono di supporto ai sindaci e che si sono riuniti da oltre 4 anni solo ed esclusivamente per le istanze dei cittadini più deboli, per rivedere e potenziare i servizi esistenti ed aprirne e inventarne dei nuovi.
Ecco perché ritengo sia importante lavorare in sinergia, discutere, presenziare, ascoltare, costruire.
Oggi il termine sharing, condividere, è molto alla moda. Ecco che, in tempi di “condivisione”, cioè di “possedere insieme”, di “partecipare insieme”, sarebbe stato  più importante a mio parere, non bloccare i lavori dell’Unione screditando il Presidente, ma privilegiare l’Unione”, perché, piaccia o no, fa davvero la forza.
Il Sindaco di Macomer, meritatamente riconosciuto e rinnovato Presidente dell’Unione dovrà, insieme a tutti i sindaci, continuare a testa alta in questa opera difficile che richiede impegno, intelligenza e tanta Unione.
Questo per evitare frammentazione sociale e politica, per essere inclusori ed esempio di costruttori di comunità.


 

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