OTTANA. Hanno occupato questa mattina il tetto dello stabilimento nel quale un tempo si produceva il PET per le bottiglie di plastica: ancora una volta gli operai dell'Ottana Polimeri sono costretti ad un gesto eclatante per chiedere attenzione e risposte per la loro vertenza.
A metà mattinata, a conclusione dell'assemblea, un gruppo di lavoratori ha deciso di entrare nello stabilimento e salire sul tetto, a 50 metri d'altezza.
Sul tavolo ci sono sempre le mancate risposte e l'incertezza per un futuro che si fa sempre più vicino: a fine anno scade la Cassa Integrazione e gli operai chiedono l'intervento della Regione Sardegna e, a questo punto, anche del Governo Nazionale.
Vogliono tornare a produrre ovviamente, e vogliono farlo seguendo quel filo che potrebbe unire l'isola con la realizzazione della filiera sarda della produzione del Pet, che parte da Sarroch e che include quindi l'Eni e i suoi stabilimenti in dismissione.
La matassa da sbrogliare non appare però semplice: sulla vertenza pesa il silenzio ormai consolidato della multinazionale Indorama (proprietaria insieme a Paolo Clivati della società ), il piano d'investimento presentato nei mesi scorsi da Versalis (ENI) che esclude Sarroch (e quindi la produzione del paraxilene per il Pet), la questione del monopolio energetico in cui opera lo stesso Clivati e la posizione della Regione Sardegna, che negli ultimi incontri ha puntato sulla Chimica Verde e non quindi sulla produzione del Pet tradizionale.
Venerdì 11 Settembre, alle ore 9.30 presso la sala in via Lussu, si terrà intanto un'assemblea aperta organizzata dalla Rsu alla quale sono invitati i sindacati, l'azienda, gli amministratori locali e regionali, le forze politiche e la Confindustria.

